giovedì 20 febbraio 2014

Un Guerriero Epico nella Battaglia: Manuel Vanuzzo! Schiantata Bamberg 102-84


Troppo bello per essere vero. Anzi no: è verissimo ed è bellissimo. L'unica squadra italiana che giocherà le EightFinals di Eurocup porta il nome di una città: SASSARI
      
SASSARI e la sua storia, SASSARI che ha appena vinto la Coppa Italia e ha la spinta poderosa di una regione intera, sognando ad occhi aperti. Bisogna essere fieri anche di questo grande risultato, perché anche in questa competizione la Dinamo è andata oltre l'obiettivo prefissato, e lo ha fatto perché la voglia di vincere di questa banda di pirati è più forte delle avversità. Forse non sarà sempre così, però lo spirito combattivo di noi sardi è perfettamente rappresentato da questi ragazzi, siatene certi.
          
Vanuzzo mostra l'artiglieria all'invasore germanico.
         
Ieri la Dinamo ha dovuto lottare per due quarti (quelli iniziali) contro 8 giocatori in campo, e mi riferisco ai 3 in più che vestivano solo per rispettare la forma la casacca blu, perché nella sostanza era come se avessero addosso la maglia nera del Brose. Però questi arbitri così indecenti hanno come chiamato in campo il pubblico, e il pubblico non si è fatto pregare: si è rimboccato le maniche e ha prodotto il suo sforzo più grande, inondando il campo con un fragore nel tifo che ricordava la gara5 degli scorsi playoff con Cantù (eliminata ieri come Siena per la differenza canestri). Nel secondo tempo la terna arbitrale ha avuto paura, una fifa nera che ha ricondotto l'arbitraggio sui binari dell'equilibrio, con l'unica pecca del quarto fallo sanzionato per vendetta a un Drake che si era permesso di muovere una protesta pacata per una chiamata oltremodo indecente della terna stessa.
          
           
Bene, hanno fatto incaXXare pure lui, e nell'ultimo quarto si è visto: missili terra aria da 8 metri, e le fondamenta della difesa crucca hanno vacillato paurosamente. Ci ha pensato poi il guerriero epico Manuel Vanuzzo, con il bazooka sulla spalla, a far saltare la santabarbara, al punto che gli stessi telecronisti di Eurosport hanno detto di avere paura (l'ha riferito una ragazza di Sassari che vive a Londra ed era davanti alla tv con gli occhi lucidi) del gran rumore che dal palazzetto si riversava per la città e nell'etere, in una diretta televisiva europea che entra a pieno diritto nella nostra Storia, una storia ancora in fase di scrittura.
          
Il pugno della vittoria, da sua maestà l'MVP
         
Come ha fatto la Dinamo a buttare giù una squadra così pesante sotto canestro e così veloce nelle transizioni? Come ha fatto la Dinamo a squartare le budella del Brose in un secondo tempo giocato quasi tutto senza centri? Con la Testa e col Cuore. Un cuore grande come la città di SASSARI, anche ieri fatta brillare nel coro che ha fatto più fragore nel palazzetto... sentire scandire il nome di SASSARI non solo dalla curva, dal Commando, ma da tutti i "quasi 5000" presenti, è stata un'emozione che non si può descrivere. Tutti in piedi, tutti a urlare il nome della città che sta facendo sognare una regione intera. Anche la dirigenza ha tifato da matti, dal bunker degli spogliatoi, e forse nel solo coro "SA! SSA! RI!" che ha fatto esplodere queste emozioni uno della dirigenza è stato fermo, zitto e a muso basso, quello che occupa il gradino più alto nella scala gerarchica societaria. Ma va bene lo stesso: rappresentiamo sì un'isola, omaggiamo sì gli sponsor non cittadini, ma come dice lui stesso... "Non dobbiamo scordarci chi siamo e da dove veniamo!". E il Commando, il palazzetto, ieri hanno urlato all'Europa intera chi siamo e da dove veniamo, e chi ci tifa urla con noi il nome della nostra città. GRANDE COMMANDO!
      
        
Le chiavi tecnico tattiche della vittoria. Anzitutto il quintetto più leggero e veloce. L'aver punito i raddoppi beluini su un immarcabile Caleb in post basso con scarichi precisi su spaziature costruite a puntino. Aver difeso "alla sarda", con la foga e lo spirito di abnegazione della Brigata Sassari (guarda caso il nome SASSARI in qualcosa che porta storia epica, tradizione, battaglia e vittoria c'è sempre). L'aver giocato, i due play, una partita in perfetto equilibrio fra il cercare il tiro e far giocare i compagni. Aver avuto anche fortuna in alcune conclusioni dall'arco: una fortuna che ci siamo però meritati. E poi... avere un Capitano che ha esposto il petto all'attacco dell'avversario, senza indietreggiare di un millimetro, mantenendo la posizione, anticipando in post basso difensivo il diretto avversario, e poi... sparando col bazooka le triple che hanno lanciato in orbita SASSARI verso la vittoria.
          
Chi siamo e da dove veniamo.
        
Ma ieri c'era tanta Dinamo come squadra: tutti hanno gettato il Cuore in campo. E ieri c'era tanta Testa: ed è merito dello staff tecnico, un capolavoro di lettura dei giochi e degli adattamenti tattici in campo. E Meo ha alzato la mano per festeggiare. 
         
Questo Bamberg ieri meritava di perdere. I crucchi sono scesi in campo con la posa della star, si sono permessi di prendere in giro il pubblico facendo il gesto dello "state zitti" (dito davanti al naso) dopo qualche tiro libero segnato (capirei dopo uno schiaccione, ma per un tiro libero è ri-di-co-lo!), si sono permessi di mandare apertamente a quel paese due volte gli arbitri senza ricevere sanzione di fallo tecnico, e hanno spintonato da matti, usando la preponderanza fisica per vincere. Poca tecnica e tanto fisico. Beh, cari crucchi... in Sardegna una testata non si nega a nessuno. Siete venuti qui in posizione verticale, vi abbiamo "coricato". Tornate a casa che è meglio. Due tacche germaniche nella valigia: Oldenberg e Bamberg. Ora lo scontro più difficile: l'Alba Berlino, pare - leggendo il sito dell'Eurocup - a marzo... bene così, un po' di riposo settimanale non guasta. Ne abbiamo bisogno.
          
E' tempo che ve ne andate a casa: vi ho distrutto!
        
Nel frattempo si preparano già le valigie per Masnago: Varese attende SASSARI.
        

Nessun commento: