domenica 9 dicembre 2012

3 storie americane

"Il gigante" (foto di Anna_tammi)



LUCKY MAN - Chi segue da tanto tempo questo blog sa bene che abbiamo sempre prestato un'attenzione particolare per le storie personali dei giocatori che anno per anno, hanno indossato la magica casacca biancoblù. E ripensando agli ultimi successi di queste settimane, con lo stupore del bambino che scarta i regali di Natale sotto l'albero e quasi quasi non crede ai suoi occhi, mi piace pensare alla struttura portante di questa bella macchina targata "Dinamo", dove tutti sono essenziali, e che comunque potrebbe correre anche se alcuni restano fermi al box per una corsa. Il primo è Travis Diener, del quale non starò qui a ricordare i vari soprannomi, perchè sarebbe davvero pleonastico. Sono un tifoso della prima ora di Travis, anzi mi ero quasi innamorato del suo gioco, in giro avevo letto/sentito cose assurde sul suo conto. Come si poteva giudicare un playmaker dopo quattro partite ? Io ricordo una partita contro Caserta all'esordio in cui giocò mezzo infortunato e pensai "diamine abbiamo preso uno dei migliori americani di sempre!". Lui è l'assist-man migliore d'Italia e forse d'Europa, un giocatore che all'inizio venne tacciato di egoismo agonistico e che sferrava calci ai tabelloni pubblicitari oppure non voleva tornare in panca. Gli uomini perfetti non esistono e se fosse stato tale, ora sarebbe ancora negli U.S.A. insieme a Kobe Bryant. Quando mette la tripla in allontanamento da posizione impossibile, allora è il suo lucky day , fa il gesto con le dita alzate dei tempi del College, Golden Eagles Marquette, prima del suo lancio in NBA, e non posso fare a meno di pensare a queste parole, scritte da solito piccolo-grande uomo del New Jersey:
When I see strong hearts give way
To the burdens of the day
To the weary hands of time
Where fortune is not kind

Honey, you’re my lucky day
Baby, you’re my lucky day
Well I lost all the other bets I made
Honey, you’re my lucky day

E quando si fa dura, ma dura davvero, come quel giorno in cui è rimasto in mezzo al campo perplesso, dopo aver visto suo cugino Drake sbagliare (per la prima ed unica volta nella sua vita) tre liberi di seguito, lui era già pronto alla prossima partita. Mentalmente. Fisicamente. Col testosterone in subbuglio di cui ci parla spesso Luca. Perchè l'atleta si è formato per la vittoria e lui era pronto ad abbattere Stella Rossa Belgrado e qualsiasi altra squadra. Questa è la raffigurazione della guerra del terzo millennio, si vince o si viene abbattuti dagli avversari e in questa Dinamo 2012-2013 a nessuno piace perdere.
"Ho aspettato al tuo fianco
Ho portato le lacrime che hai pianto
Ma per vincere, tesoro, dobbiamo giocare
Perciò non nascondere il tuo cuore"...

Di Rosa Maria, la sua dolce metà, non voglio parlare, non sarebbe carino su un forum Dinamo, ma penso che sia la compagna ideale per lui (a parte che è bellissima, e infatti è di origine italiana); ogni volta che vince questo ragazzo americano non manca di coccolare il  piccino, perennemente in braccio alla mamma nella solita postazione riservata alla famiglia degli atleti. Tempo due anni e il piccolino avrà il suo Lucky Day, riceverà in dono un pallone da basket a dimensione ridotta adatta alla sua manina.  
CAUTIOUS MAN - Mi viene in salita parlare di Drake Diener, perchè quest'uomo mi fa commuovere. Mi fa venire i brividi la sua storia sportiva e umana, che tutti conosciamo, ben raccontata da Paolo Citrini che insieme a coach Meo lo volle a Castelletto Ticino (Legadue) quando nessuno ci voleva scommettere una cicca. Se volete date uno sguardo alla sua scheda personale nel sito della Serie A, per capire bene quanto ha vinto e quanto ha lottato questo giocatore. Non posso dimenticare l'emozione di due estati fa quando è stato ingaggiato dalla Dinamo, per giocare insieme a Travis, cosa che non succedeva dai tempi dell'high school, per due campioni cresciuti in una famiglia americana di allenatori e giocatori di basket. Ecco, una bella storia americana: una storia di dolore, di forza, di Fede nelle proprie possibilità, di sacrificio e di applicazione costante. Valori alti che non dovrebbero essere mai persi di vista se si vuole andare avanti in modo positivo nella vita. Guardate il sorriso della moglie Gini Diener, che all'americana si è iscritta su facebook col cognome del marito (Gini nasce Schmidt, ed è un cognome che dice tutto, così come la moglie di Travis si chiama Nigliaccio, o la moglie di Springsteen si chiama Scialfa, mentre la mamma del Boss come tutti sanno si chiama...Zirilli: in breve ecco la storia incredibile di un Paese autentico e coeso formato da italiani, tedeschi, irlandesi, ebrei, polacchi, ispano-americani, vietnamiti, portoricani ecc. ecc.).
"Billy met a young girl in early days of May
It was there in her arms he let his cautiousness slip away
In their lovers twilight ad the evening sky grew dim
He'd lay back in her arms and laugh ad hat had happened to him" 
Insomma, Drake è l'Uomo Cauto...tira e segna, se non segna recupera il rimbalzo e magicamente si fa trovare dalla parte giusta del campo...quando porta palla sa già cosa inventerà, ma il massimo per lui è la transizione in velocità con il cugino-fratello Travis. E' come se avessero sempre giocato insieme. E se c'è una erronea decisione arbitrale, sorride amaramente con il viso di quello che ne ha visto di tragedie nella vita, altro che un fallo tecnico dato erroneamente...scuote la testa e riparte più forte di prima. Il giocatore più motivato moralmente della storia della Dinamo. 
Drake è come il Bill Horton della canzone, su una mano ha tatuata la parola "LOVE" e nell'altra la parola "FEAR" e non gli è così chiaro in quale delle due si trovi sdraiato il suo destino,  a sorridere di lui. Come "un prudente uomo della strada/camminava a testa alta/fedele alle sue regole/misurava con attenzione ciò che il suo sguardo catturava/Valutava i suoi bisogni/poi procedeva con cautela".
L'Uomo Cauto - diversamente dall'esito della canzone - può dormire il suo sogno pacifico senza incubi, perchè Gini (...e anche 4500 spettatori entusiasti!) è lì sempre affianco a lui.
NOTHING MAN - i soloni tuttologi con la sfera magica perennemente in mano avevano già sentenziato "giocatore vecchio, appagato, è venuto per svernare". Il 35enne originario di Baltimora, ex Cantù, Barcellona, Girona, Siena, Efes Pilsen Istanbul, finalista Eurolega, i suoi detrattori li ha messi tutti in fila, condannati al pubblico ludibrio a vita. Sinora, 10 partite giocate, senza contare le 7 di Eurocup, con una media di 14,7 punti per partita, high di 32, e poi tutto il resto lo sapete già. Bootsy Thornton era ed è il giocatore più adatto al gioco Dinamo e si è inserito in poche settimane, dando una dimostrazione impressionante di classe, professionalità e attaccamento al dovere, che se ci fosse un minimo di tempo dovrebbe essere portato in giro nelle palestre, per fare vedere ai ragazzi e alle ragazzine come si affronta una partita per vincerla. Lo guardi giocare, vincere e segnare, e fatto da lui sembra tutto naturale. Mi fa tornare in mente un altro giocatore maturo che rispondeva al nome di Floyd Allen, un monumento allo sport e al vero basket giocato, che solo un'ernia del disco mise fuori gioco. 
Apparentemente non sembrava e neppure Bootsy avrebbe immaginato di finire sul giornale locale ... lui non solo mi emoziona, mi fa accapponare direttamente la pelle quando dice "sono venuto qui per vincere, non ho paura dell'avversario". La Dinamo effettivamente non deve avere paura di nessun avversario e Bootsy l'ha dimostrato rischiando davvero di vincere con i suoi compagni contro i mostri balcanici di Stella Rossa Belgrado. 
Poi si è visto cosa è successo a Sevilla...
"I don't remember how I felt
I never thought I'd live
To read about myself
In my hometown paper
How my brave young life
Was forever changed
In a misty cloud of pink vapor

Darlin' give me your kiss
Only understand
I am the nothing man"

"Tutti qui fanno la vita di sempre/tutti, qui, vanno avanti come se niente fosse cambiato. Il venerdì sera il gruppo si ritrova al barbecue di Al/il cielo è sempre dello stesso incredibile azzurro".
Non avrebbe forse immaginato, ai tempi della finale Eurolega, di capitare in una città piccola, delle zone più depresse del Paese, (evaporato in una nuvola biancoblù giusto per parafrasare De André). Il figlio piccolo che sembra già bravino con la palla a spicchi, la sorella più grande che lo contrasta e lo allena, la mamma che come una matrona-black assiste impassibile all'ambaradan nella solita postazione parterre, ne deve avere visto di tutti i colori nei palazzi dello sport di mezza Europa al seguito del marito famoso. Il Signor Nessuno sta diventando l'uomo più essenziale ed influente in casa Dinamo, insieme a tutti gli altri, beninteso, fino all'argentino Guillermo Laguzzi e Marcolino Spissu (convocato in Nazionale under18! Meraviglioso!).
Ed ora andiamo a sfidare in soli 4 giorni Reggio Emilia, la matricola-non matricola e a seguire Orleans Loiret in Eurocup. Avete i biglietti? Se non li avete, procurateli in fretta per vedere un bel pezzo di storia della Dinamo. 
Ciao !
    






live version:


studio version:


la foto è tratta dalla pagina Fb di Gini Diener - si ringrazia
 l'autrice per la disponibilità

4 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

Fantastico.
Ah, bentornato ;)

SoloDinamo ha detto...

grazie per l'apprezzamento! ;-)

laura ha detto...

capisco poco di basket, ma le tue storie sono musica :-)

SoloDinamo ha detto...

ciao Prof Laura....le regole sono semplici e i patti sono chiari:
1. il basket è americano e il rock pure, quindi sono figli della stessa mamma;
2. il basket è rockettaro e basta pensare a un dunk contest oppure alle musiche che mettono nei palazzetti...
3. Bruce ce lo ficco da tutte le parti e lui gioca pure a basket come Barack Obama, basta pensare a una foto pubblicata su The Rising in cui maneggia la palla a spicchi.

insomma ci siamo capiti!!!
ciao :)