mercoledì 7 dicembre 2011

il Campione


la maglia # 4 di Brent Lamar Darby

Sembra quasi di esserci "abituati" alle notizie tristi, anche se è un po' arduo fare l'abitudine alle tragedie della vita. Ogni volta che scompare un giovane, ho un brivido nella schiena; ogni volta che va via un atleta è come una staffilata al cuore. Ci hanno lasciati nei giorni scorsi due grandiosi atleti, come Joe Frazier, colui che nel 1971 battè ai punti il mitico Cassius Clay, e Socrates, il calciatore brasiliano che non è possibile non ricordare per il Mundial 1982 in Spagna (e per quella incredibile partita contro l'Italia di Rossi).
Oggi noi piangiamo la scomparsa di Brent Lamar Darby, nato a River Rouge nel Michigan il 6.6.1981. Brent è stato un campione vero, colui che ha dato un' impronta tangibile alla Dinamo pensata e voluta da coach Cavina e dal GM Pinuccio Mele nell'estate 2007.
Un playmaker classico: grandissimo palleggiatore, dotato di ottimo tiro da tre, capace di creare spazi e movimento al servizio del gioco di squadra. Capace anche di risolvere una partita qualora le cose si mettessero male per i colori biancoblu. Il suo high in maglia Dinamo è stato in una partita contro Pavia in cui segnò ben 31 punti; ha giocato complessivamente 32 partite tra Final Four 2008, regular season e play off per un totale di 521 punti realizzati (16.3 punti per partita). Tutto questo però dice e non dice, perchè Brent, col suo gioco muscolare e il suo perenne movimento, fu l'artefice di una grandissima stagione Dinamo, coronata da ben 40 punti in classifica e dal secondo posto assoluto dietro Carife Ferrara (che salì direttamente in serie A). Nel corso del post season contro Fileni Jesi, per quanto fosse limitato da notevoli problemi di salute, riuscì in ogni caso a segnare 54 punti complessivi con alti minutaggi.  
All'epoca quel campionato fu una vera scossa per l'ambiente sassarese, dopo un paio di stagioni anonime a perenne rischio retrocessione. Brent Darby insieme alla guardia mormone Trent Whiting è stato l'alfiere di quel gioco fortemente difensivo ma spettacolare voluto da coach Cavina. Altissimo il suo minutaggio per tutta la stagione. Lui giocava anche se non stava bene. 
Di lui ho due ricordi vividi. Intanto, l'impegno che metteva in ogni allenamento, con una concentrazione pazzesca e una professionalità quasi fuori dal comune; ogni tanto compariva in campo uno scricciolo colored, un Brent in miniatura insomma, il figlioletto arrivato in città insieme alla moglie, sempre al suo fianco in qualsiasi spostamento in giro per l'Europa. Al termine delle partite il piccolino entrava in campo e iniziava a giocherellare con una palla a spicchi per baby. 
Poi la festa di Natale del dicembre 2007. Quel giorno mia figlia, che faceva parte della Gazzelle nel Basket90, ebbe l'onore di essere invitata alla festa insieme alle compagnette di palestra e a tutto il settore giovanile della Polisportiva. Mi ricordo Brent molto stanco, infreddolito, che seguiva la lezione di coach Cavina dal suo posto in tribuna. Si sa che il Natale è sempre un po' triste per gli americani fuori dal loro Paese. Al termine passando per una porticina laterale entrò in campo vestito da Santa Claus, insieme agli altri compagni, e ci furono dolci, gadgets, fotografie, autografi e auguri per tutti. Un casino che può capire solo chi c'è stato lì in mezzo almeno una volta.  "Brent, Merry Christmas and happy new year too", gli feci un po' imbarazzato e ciò era dovuto al fatto di trovarmi davanti al mio mito. Lui mi rispose in modo semplice come era nel suo stile, in quel pandemonio di bimbe, bimbi, ragazzini urlanti/eccitati: "anche a te". Era già tanto che fossi lì, in mezzo al campo, senza essere cacciato via (è chiaro che sfruttavo la veste di  genitore di una Basket90...), e ce ne andammo tutti a casa contenti e felici, con fotografie, autografi e mini panettoni. Un Natale da dinamista.
Ho rivisto Brent l'ultima volta a Sassari da avversario nel 2010, l'ho applaudito di cuore insieme a tantissime persone, fischiarlo sarebbe stato semplicemente fuori luogo; indossava la maglia della Reyer e contribuì alla salvezza della prestigiosa squadra veneziana. 
Non sapevo dei suoi problemi cardiaci, le cronache parlano di grumi nel sangue, forse di embolie, e di una operazione complessa per rimuoverli dagli arti inferiori. Gli atleti spesso sono soggetti a queste complicazioni ma non ci sappiamo capacitare, nulla ha più un senso, perchè nulla è giustificabile o logico quando una giovane vita se ne va via in questo modo così crudele. 
Si sa solo che voleva rimettersi in sesto e tornare a giocare nel natio Ohio, in cui si era formato ai tempi del College (1999-2003). La sua patria cestistica, se così si può dire.
Conserveremo in casa la sua maglia #4 (preciso che si tratta di una replica a lui dedicata) e il ricordo di un gioco assolutamente brillante, spettacolare, fatto per divertire e far sognare ogni bambino che abbia l'onore di assistere al gioco più bello del mondo. Ed altro non posso scrivere ora perchè sono troppo dispiaciuto...un abbraccio fortissimo alla moglie e al piccolo Brent junior, che ne sono quasi certo, seguirà le orme del Campione. 
Addio Brent ! REST IN PEACE.

"You're missing"
...Children are asking if it's alright
Will you be in our arms tonight?

Morning is morning, the evening falls I got
Too much room in my bed, to many phone calls
How's everything, everything?
Everything, everything
You're missing, you're missing

God's drifting in heaven, devil's in the mailbox
I got dust on my shoes, nothing but teardrops"


Scelgo qualche foto dall'archivio del sito Dinamo, sperando che rendano almeno l'idea della sua bravura anche se è stato immensamente meglio vederlo giocare dal vivo al Palazzetto. Le foto sono dei fotografi di Legadue, tutti i diritti sono riservati agli autori (c)
 Commozione ad Avellino
Brent con la maglia del Limoges (2009)

Darby vs Collins



contro Anthony Maestranzi (Fileni Jesi)
insieme a Whiting, era l'uomo di fiducia del coach
l'autografo di Brent... 
...e una canzone che dedico alla sua memoria:

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