lunedì 20 giugno 2011

Clarence, in the Promised Land

the river world tour 1980-81

Madrid, 25 novembre  2007, Palacio de Deportes
Madrid 2007
Madrid, C. Clemons è a sinistra

praticamente tutto il blog, sotto il solleone in attesa di entrare
a San Siro 2008...

Milano '08: ho fotografato Clarence sul maxischermo.

Parigi, Bercy, 2007, Magic tour
 (ringrazio Anna Masini, autrice della foto)
Firenze 2003, scattavo dalla tribuna...

sempre Madrid: Bruce all'armonica, Clarence alle percussioni

*La notizia
*Piccola storia sportiva di Clarence Clemons
*Il mitico Mauro Zambellini, uno dei primi ad occuparsi di Springsteen in Italia negli anni '70, fa un bellissimo ritratto musicale del sassofonista.

Alle 17,27 del 19 giugno 2011,  molti anni dopo the begin of a love affair, su cui ora mi attarderò e vi ragguaglierò, mi giunge un SMS inaspettato (non so se di Luca o di Anna). Clarence Clemons, sassofonista della E Street Band, non è più tra noi, l'ictus che lo ha colpito la settimana scorsa non ha lasciato scampo ad un fisico già debilitato da acciacchi vari. E' un po' difficile spiegare chi è stato Clarence nella musica di Springsteen per me e per qualche milione di persone disseminate in tutto il mondo. Questo potrebbe essere un bel modo per iniziare, le parole devote e rispettose di BACKSTREETS, la più grande e autorevole fanzine americana dedicata a Springsteen.

Ma essendo un comune mortale,  tutt'altro che un critico e a dirla tutta uno che Bruce sul palco lo ha visto poche volte, anche se spalmate in uno spazio temporale di circa 23 anni, l'approccio sarà necessariamente sobrio, salvo trascendere in un vero e proprio delirio finale. Perchè un concerto di Bruce Springsteen & The E Street Band è qualcosa che a raccontarlo viene pure in salita; bisogna esserci, viverci dentro, in quella folla enorme che si muove da ogni angolo d'Italia e a volte dall'Europa, e vedere i preparativi, le attese, la fila per il PIT, tutti quelli che la fila invece non la fanno, la birra il caldo e tutto il resto, la pioggia e i lunghissimi discorsi fatti fino all'ora fatidica, quella dello sprigionarsi di una energia pazzesca: quella che solo The legendary riesce a rendere sul palco. L'energia fatta dalle menti e dai cuori di persone che la loro incrollabile passione la dimostreranno per una notte, tutta la notte. Il concerto non è cosa per tutti, è una messa laica; ha i suoi riti e i profani non sono ammessi. Non ci devono essere battutine, errori sul significato delle canzoni, ci sono molti momenti per la felicità ed diversi altri per l'emozione, nessuno deve sentirsi estraneo perché come lui ha detto più volte, "nessuno vince se non vincono tutti". Il sacerdote è sul palco a dirigere i cori e le danze. C'è pure il papa nero, a sinistra, al quale il celebrante sorride ed ammicca, e lui chiede conferme continue. Una pantomima che solo chi ha visto questo rock show che è andato avanti dal 1973 al 2009 (!) può apprezzare.
La capacità di Springsteen, ieri come tanti anni fa, di coinvolgere anche l'ultimo ragazzo seduto sulla poltroncina al terzo anello del palazzo dello sport. La capacità della E Street Band di fornire un supporto sonoro alla imponente manifestazione di passione allestita dall'uomo del New Jersey. Nulla che può essere percepito solo ascoltando un suo disco in studio.
Ed in questa apoteosi di rock'n'roll, soul music, e chi più ne ha più ne metta, ad un certo punto si erge lui, the Big Man at the saxophone
L'uomo che ha dato venature soul alla band, l'uomo in cui è incappato casualmente Bruce in una antichissima notte del 1971, in una storia leggendaria molte volte raccontata. Ex giocatore di football americano, fisico possente, dovette fermarsi a causa di un grave infortunio ad un ginocchio. Incontrato Bruce negli ambienti dello Student Prince - così dicono le cronache, e credo che sia un luogo dalle parti di Asbury Park, New Jersey, là dove la leggenda del Boss è nata - da quel punto in poi non lo ha più abbandonato, a parte insensati scioglimenti del gruppo (1989-1999) e qualche malanno davvero serio negli ultimi anni. Cosa ha dato Clarence Clemons alla musica di Springsteen? Molto, direi, ed è grazie a lui se uno strumento come il sassofono - che è tipico della musica nera, della soul music, del rithm & blues, insomma di quella musica meravigliosa che Bruce ha amato da ragazzo, Curtis Mayfield, Sam Cooke, Marta & The Vandellas, The Shirelles, James Brown - è stato incastonato come un gioiello prezioso dentro il rock. Un disco come BORN TO RUN non sarebbe stato lo stesso senza Clarence e soprattutto senza quell'incredibile scatto di Meola che raffigura Bruce appiccicato ad un possente omone coloured, con spalle larghe come un armadio, mentre suona il sassofono. Che cosa è uscito da quel sassofono in parecchi decenni, lo sappiamo solo noi, o meglio lo sappiamo in tanti, tutti quelli che hanno visto esplodere uno stadio o un palazzetto nel bel mezzo di una struggente ballata, di un rocker, o di un errebì, nell'attimo stesso in cui Clarence ha dato fuoco alle polveri del suo strumento. 
Clarence che bacia Bruce nel bel mezzo di Thunder Road
Clarence seduto su una panchina durante il Tunnel Of Love Express Tour.

Clarence che fa l'assolo di JUNGLELAND in uno stadio, in pratica un'orgasmo simultaneo di 50 o 100.000 persone. 
Clarence col berrettino da baseball al contrario, Clarence che balla con gli orsi, gli alberi e i folletti come in Growin' Up. 
Clarence che insegue un Bruce ammattito per il palco e per la sala, tentando di suonare il sax in "Quarter to three".
Clarence che si prodiga alle percussioni.
Clarence che suona il flauto in AMERICAN LAND.   
Clarence che sorride sornione, Clarence che piange come un bambino in You're Missing, mentre il violino di Sozie Tyrrell taglia il cuore.  
Clarence che saluta e si inchina davanti al pubblico, e il pubblico italiano che si inchina davanti a lui. 
"The king of the world....master of the universe...ladies & gentlemen, Big Maaaan at the saxophone!" C'è bisogno che dica il suo nome ?
Clarence nel suo celeberrimo assolo su JUNGLELAND, la perfezione della rock suite, o forse anche di più, l'arte di rendere dentro uno spartito musicale la storia stessa raccontata dalle parole del suo autore. Esplosione di musica e colore di giorno, luce vivida al tramonto, colore viola la notte, esattamente come accade ai protagonisti del film-canzone.
Clarence che si avvia lentissimo fino alla sua postazione on stage, Clarence infine con problemi seri alla vista, Clarence l'indistruttibile vincitore di tante battaglie.
Questo, è molto altro, è stato per noi Big Man. Non riesco a dire di più, ed ho troppa paura di risultare scontato, banale, retorico. Non riesco a pensare che pure Danny Federici ci abbia lasciato, anzi no, eccolo qui, basta ascoltare 4th of July, Asbury Park, NJ (Sandy) oppure Badlands, con quelle tastiere incalzanti. 
E conclusivamente, noi oggi non dobbiamo piangere, ma dobbiamo sorridere, anzi ridere di gioia, perché questo è ciò che pretende da lassù Clarence, now in The Promised Land, un uomo che ha vissuto intensamente e che, consentitemelo, se l'ha spassata a modo suo (e in fin dei conti ha fatto pure bene).
In attesa che Bruce raccolga le forze e ricostituisca la sua E Street Band colpita in basso da colpi micidiali, inserisco qualche foto.  
Alcune scattate a Madrid, Firenze e Milano le ho fatte io, da sotto il palco o dalle tribune. Le altre sono tratte da internet e si riferiscono a concerti degli anni '70-80. Tutti i diritti sono riservati agli autori (c)

Bruce e Clarence, nel darkness tour 1979
anche quella volta, noi c'eravamo !

                            fanzine americana dedicata a Bruce, 1979





Clarence e Bruce a Milano, il fatidico 21.6.1985

8 commenti:

laura ha detto...

bellissimo. grazie per aver condiviso le tue emozioni...:-)

SoloDinamo ha detto...

grazie La' !

meet me on this land of hope and dreams !
Arrivederci sotto un palco con la Bruce e la E.S.B. (speriamo)

Blogaventura ha detto...

Non solo basket ma anche tanta buona musica che accompagna i ritmi dello sport. E' sempre un piacere passare di qui! Un salutone, Fabio

SoloDinamo ha detto...

grazie per l'apprezzamento Fabio!
salutoni in quel di Cagliari ;-)
g.

Skywalkerboh ha detto...

"praticamente tutto il blog...", mi hai regalato un sorriso, nel magone per Clarence :))

SoloDinamo ha detto...

forza! Animo, vedrai che risorgeranno più forti di prima...entro la fine dell'estate, l'annuncio di nuovo disco e nuovo tour. A ottobre si parte.
E street band !
E street band !!
E street band !!!


...però che tristezza...

Anonimo ha detto...

Commovente e profondo. Ascolterò con un'altra consapevolezza. Grazie Miranda

SoloDinamo ha detto...

grazie a te.