giovedì 14 aprile 2011

"razzisti noi!? Sono loro che sono negri !"

Abiola Wabara, giocatrice italiana nata a Parma da genitori nigeriani



IL FATTO - Il 6.4.2011 durante gara2 dei play off che vedeva contrapposte Comense e Geas Bracco Sesto San Giovanni (il famoso campionato di A1 femminile che in pochi calcolano), si verifica un episodio grave e disgustoso. Un gruppo di tifosi locali, alcuni dicono fossero ultras comaschi gemellati con qualche canturino (ma non è certo che sia andata così), iniziano ad insultare pesantemente Abiola Wabara, 29 anni, forte ala della formazione di Sesto, nel roster della Nazionale maggiore. 
Secondo autorevoli fonti di cronaca v. La Repubblica la ragazza è stata fatta oggetto di sputi, e cori ignobili quali "scimmia", "negra di merda", epiteti di ogni genere, ecc. Quasi una rissa a fine gara, la ragazza perde il controllo dei nervi e si scaglia contro la curva locale, a stento viene bloccata dai dirigenti. Secondo notizie acquisite dal forum basket cafè e dalla viva voce di chi era presente, alcune ragazze al termine sono andate ad applaudire in segno di protesta questi "pseudotifosi". 
Qui la notizia completa su pianetabasket.com/
LE TRE SCIMMIETTE. Giallo da parte degli ....arancioni. Sul referto i due arbitri non scrivono nulla; nessuna segnalazione da parte degli ufficiali di gara, niente di niente dal commissario a bordo campo (compensazione, forse, tenuto conto della reazione istintiva della ragazza all'indirizzo dei tifosi, della quale pure non vi è traccia sui referti ?). Il giorno dopo, la stampa nazionale mette la notizia in prima pagina, intervengono Repubblica, Corsera, Stampa e FATTO Quotidiano. Dura stigmatizzazione dell'episodio anche sulla ROSEA.
Il dirigente della Comense basket fa qualche affermazione poco felice con la quale rimarca l'atteggiamento poco sportivo della Wabara, quasi che dagli spalti siano piovuti cioccolatini invece che insulti di stampo razzista. Un chiaro comunicato congiunto GEAS-Comense, pubblicato sul sito della squadra meneghina mette fine alla polemica crescente: si parla di condanna sia pur generica del razzismo nello sport. La comunità di Como reagisce indignata, "non siamo razzisti", "no alla criminalizzazione" (chi ha mai scritto che Como è città schiettamente razzista ?).
INDIETRO TUTTA- Nei giorni successivi si sparge la voce che Abiola sia stata sentita dalla DIGOS, ufficio che sta acquisendo filmati e fotografie onde procedere ai provvedimenti conseguenziali (si presume) sulla base del decreto Amato & Pisanu. Si dice che la ragazza abbia parzialmente ritrattato, che per lei  si era trattato non di cori ma di urla isolate. A caldo, aveva detto cose ben diverse, ne fanno fede le dichiarazioni riportate sulle maggiori testate. Modestamente, non percepiamo la differenza tra uno "sporco negro" detto in coro tipo polifonica o eruttato da due ubriachi isolati. Cambia qualcosa ? Il fatto è scriminato ? Si tratta forse di graziose e benevole coccole per questa ragazzona forte, col vizio del canestro e che ci sa fare anche nel campo della pittura, a giudicare dalla bellezza dei suoi QUADRI ? 
Andiamo oltre.
Ultras Como (quelli della pelota) e Eagles Cantù (baskettari) fanno un comunicato congiunto, sul quale mi astengo da ulteriori e  approfonditi commenti per pietà. Ne faccio solo notare l'intima contraddizione: da una parte dicono che non erano presenti a questa partita, del resto non giocavano le loro amate squadre, dall'altro danno della "bugiarda" alla Wabara e chiedono più volte le sue scuse, perché li sta diffamando (di grazia, per cosa dovrebbe chiedere scusa l'aitante giocatrice, se questi signori non c'erano, e se c'erano dormivano e se dormivano sognavano di non esserci? Del resto, mai la Wabara ha parlato di ultras di questa o quell'altra tifoseria, ha solo riferito a fine partita con molta precisione di essere stata pesantemente insultata dai  tifosi di parte avversa con chiari riferimenti alla sua pelle scura; secondo il parere del founder di questo blog, è pure una pelle molto bella...).
LA FIP NON CI STA. Meneghin, che si fida della sua atleta e che in anni di onorata carriera di pivot ha preso tanti di quegli sputi e improperi da riempire una cisterna di acqua, non ci sta : fa un bel comunicato duro e inequivocabile, invita tutti nella prossima partita a colorarsi la faccia di nera, dalle Gazzelle alla serie A di Travis Diener, solidarizza con i fratelli e sorelle di colore, ormai tantissimi in tutti i campionati. Ipse dixit Dino:
“Come Federazione ci siamo subito attivati per condannare il razzismo - ha affermato Meneghin dagli studi Rai di Torino - lanciando questa campagna di sensibilizzazione. In occasione della prossima giornata di campionato giocatori, tifosi e dirigenti si coloreranno il volto con un segno di colore nero per dimostrare la propria solidarietà all’iniziativa. Viviamo in un mondo sempre più multietnico e multirazziale, ma purtroppo si verificano ancora episodi di intolleranza. Per fortuna sono casi isolati: dobbiamo condannare chi commette gesti di tale gravità, isolando i facinorosi che hanno poco a che fare con lo sport. Combattere il razzismo è quello che deve fare qualsiasi Paese civile. Noi come Federazione continueremo a lavorare affinché si possano prevenire casi di intolleranza, in modo da tutelare giocatori, allenatori, società e tifosi”.
Questo è il VIDEO, l'intervista è della mitica Calligaris (nuotatrice meravigliosa ed encomiabile) per rai news 24.  
Su youtube, salta fuori un video (parzialissimo, fatto di un tifoso locale che però si dà la classica zappa sui piedi perché si vedono bene i c.d. tifosi che da dietro il canestro inveiscono contro la Wabara: http://www.youtube.com/watch?v=2sevQMEHR_A&feature=player_embedded ).
Gianni Mura, anziano e autorevole giornalista sportivo di Repubblica, pubblica il 10/4/2011 un graffiante pezzo sulla vicenda. Mura dà il suo personale taglio alla spinosa faccenda, è da sempre impegnato contro il razzismo (ha più volte difeso Balotelli dai cori razzisti che lo affliggono in ogni campo in cui si mette a giocare a football), se la prende in particolare con il presidente della Comense per le sue poco opportune dichiarazioni .
Vi consiglio in ogni caso di leggere l'articolo.GIUSTIZIA OTTUSA PER SPORTIVI ZOMBIE.
Commenti, osservazioni, suppliche...
Non credo sia necessario spiegare alle persone serie e mature cosa sia l'atteggiamento razzistico che sfocia in episodi di aperta intolleranza nei confronti di chi ha (il torto o) il pregio di avere un diverso colore della pelle, nero, giallo, mulatto o variamente ambrato.Spesso si dimentica che dietro un gesto che può apparire banale o motivato da palese cretinismo, vi è il richiamo ad un significato ben più grave: l'eliminazione fisica di chi è nero o ebreo. Nei lager, appunto, le persone da eliminare venivano denigrate o sputate, i neri vittime del K.K.K. in Alabama venivano linciati (dai razzisti autorizzati in base ad una legge degli Stati del Sud) e successivamente bruciati vivi. Quindi occorre andarci piano e molto cauti quando si manipolano argomenti delicati come intolleranza razziale, discriminazione contro gli immigrati, incitamento all'odio razziale, oltretutto specificamente vietato da molte Convenzioni internazionali. Si rischia di combinare scempi, di fare disinformazione, di fare (in poche parole) gli ipocriti, soprattutto, in vicende gravissime come quella di Abiola.  
Fa impressione leggere affermazioni come QUESTE rilasciate addirittura da un ex calciatore di origine russa, che si vanta di essere un vero commentatore TV. La maleducazione, caro signore, qui non c'entra nulla, l'eccesso nel tifo c'entra poco; tutti, purtroppo, sbagliamo nel prendercela con l'arbitro che non ci piace o con l'Infante di turno, perché ci ha fatto il gestaccio irridente. Ma da qui alle offese razziste e alla pura denigrazione, ce ne passa!
L'Italia, purtroppo, è un Paese disgraziato, che deve fare ancora molta strada nel campo dell'integrazione specie in uno sport come il basket, multirazziale per eccellenza. Quando si commettono certi gesti inconsulti, non solo si fa del male alla diretta interessata, Abiola, che è brava e non se lo merita (nè può essere deplorata per uno gesto di stizza: vorrei vedervi se nella piazza della città vi dicessero di fronte a 800 persone "sei una scimmia,sporco italiano di merda"! Vorrei proprio vedere le vostre reazioni frigido et pacatoque animo...). Non solo. 
Se tutto quanto accaduto si dimostrasse vero, e sinceramente ho ben pochi dubbi, allora si fa del male al movimento, allo sport in genere, si dà un terribile esempio negativo ai giovani, ai bambini che affollano i palazzetti. Si fanno passare per normali atteggiamenti che sono tutto fuorché normali ed il fatto che esistano forze politiche che sulla intolleranza hanno costruito la loro carriera elettorale non significa molto. I razzisti avranno pure la loro sponda politica, ebbene noi abbiamo tutto il diritto di dire quello che sono (intolleranti, appunto) e soprattutto che ci fanno un tantino schifo. 
Solidarietà piena, incondizionata ad Abiola WABARA.
SPORT AGAINST THE RACISM.

ECCO  le prime reazioni sul web !

Cras Taranto,  squadra scudettata, con Abiola !

Quanto accaduto alla cestista Abiola Wabara poteva accadere a chiunque. Lei, cittadina italiana e giocatrice della Nazionale azzurra, è l’ultima vittima dell’ignoranza di chi vede nel diverso colore della pelle un motivo di derisione. Spesso nelle cronache sportive leggiamo di cori che offendono la dignità umana: qualsiasi persona condanni fermamente anche il benché minimo gesto di razzismo. La stampa tarantina, rappresentata dalle testate Blunote.itBlustar TVCorriere del Giorno,Febbre a 40.com, Extra MagazineGazzetta Del MezzogiornoJoTvMondorossoblu.it,Nuovo Quotidiano di PugliaPPressStudio 100Taranto OggiTaranto SeraTelenorbaTuttoSportTaranto.com, esprime solidarietà alla giocatrice Abiola Wabara. Tale vicinanza verrà espressa in maniera tangibile nella giornata di sabato 16 aprile poco prima dell’inizio del match tra Cras Basket Taranto e Bracco Geas Sesto San Giovanni.   “Siamo tutti Wabara”: il mondo dell’informazione tarantina rifiuta ogni forma di razzismo, accoglie e non discrimina.

L’UFFICIO STAMPA DEL CRAS (A NOME DELLA STAMPA TARANTINA)


L'adesione all'iniziativa di Marco Mordente
Infine, il commento di ABIOLA Wabara e del presidente della Geas Sesto circa l'iniziativa FIP.

5 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

una vergogna pazzesca

Miranda ha detto...

Bravo! post molto dettagliato e preciso. ed io che posso aggiungere?
...vorrei la pelle nera...

SoloDinamo ha detto...

grazie...è un problema che mi sta a cuore. Da tifoso e da genitore di una giocatrice...e chi non ha capito il problema, allora ha capito ben poco del basket e della vita.
Mi conforta il fatto che la pensano come me gente come Dino Meneghin, Valerio Bianchini, coach Michelini e molti molti altri...
;-)

Blogaventura ha detto...

Tanti auguroni di Buona Pasqua e... Buon Venticinque Aprile, Fabio

SoloDinamo ha detto...

grazie Buona Pasqua a te
;-)