giovedì 24 giugno 2010

A HARD DAY'S NIGHT





altri due preziosi contributi...poi spazio al fanta-basket (non qui, ovviamente, perché il sottoscritto attende sempre le decisioni del Club, che per me equivalgono al Vangelo o quasi; e l'anno scorso, in spiaggia, quando seppi dell'arrivo di Kemp e Hubalek, e della conferma di JasonRowe, una speranziella in fondo al cuore iniziò a farsi strada). Se proprio dovessi fare un auspicio, preferirei che non andassero via Marcelus Kemp, un giocatore dotato di forza d'animo e forza fisica assolutamente al di fuori del normale, poi Devecchi e Vanuzzo, che hanno dimostrato in 4 anni particolare attaccamento alla maglia biancoazzurra e alla Città.
Roberto Sanna, e a seguire Claudia. Una vita nella Dinamo. Poi gran carrellata di video, scelti tra i capaci e meritevoli (il mio, bellissimo, è fuori concorso ma lo trovate nel post del 15 giugno). 


"Dal Paradiso non si può essere declassati. Lo furono gli angeli ribelli,ma erano cattivi. I buoni vi restano per sempre. Dal paradiso sportivo,invece,capita spesso di precipitare di nuovo nel purgatorio o di finire all'inferno,anche se si e' abbastanza buoni.
Quanta paura di ricadere si aveva all'inizio di quella prima stagione lassù! E quanti uccellacci del malaugurio pronosticavano alla Dinamo solo una breve vacanza in quell'Olimpo!
E invece si e' restati lì a pensare,magari a diventare stagione dopo stagione santi più importanti, a cercare di andare ancora più su, vicino a......."
Flaminio Mancaleoni, "Da San Giuseppe al Paradiso,1993".

"Il Capitano dicevano fosse cotto, invece ha marchiato alla grande le due partite più importanti della storia di Sassari. Lui che la Sardegna l'ha scelta per viverci. E giocarci, IN SERIE A"
Roberto Sanna, "Superbasket" del 14-06-2010.


"Miglior risultato di storia di Dinamo" (cit.). Psicodramma sportivo in un unico e interminabile atto


Prima di tuffarmi nel sano realismo vorrei scrivere anch'io due parole su quanto è successo.
Perdonerete l'autoreferenzialità, ma sono felicissima di non aver dubitato troppo del folle proposito di tornare a Sassari fosse anche per 12 ore. Come avevo fatto l'anno scorso, all'insegna del "e quando mi ricapita una finale play off", così quest'anno, "e quando mi ricapita una promozione" (poco probabile, scaramanzia a parte, che si tornasse a Frosinone). E non certo per fare semplice atto di presenza, o triplo salto carpiato sul carro dei vincitori, dato che 18 anni di onorata militanza (serie B compresa) mi sembrano una buona referenza!

Diciamolo, i play off sono un'altra cosa. Altro che promozione diretta! Non avrei scambiato queste emozioni con nessuna vittoria matematica! Si, lo so, c'è molto senno di poi, un pizzico di invidia e la sublime arte di fare di necessità virtù.

Domenica incredibile, atmosfera e sensazioni talmente roventi che quella mattina perdo di vista orari e tempistica romana e quasi mi scappa l'aereo (saranno le maledizioni dei trasfertisti di qualche giorno prima!). Raggiungo il check-in 3 minuti oltre la scadenza dei 35' prima del volo e solo il mio sguardo probabilmente disperato impietosisce gli addetti a check-in e all'imbarco. Sono già stremata prima di arrivare a casa... Sull'aereo incontro due dirigenti della squadra di basket in carrozzina di Porto Torres e l'argomento non può che essere la palla a spicchi. Sprezzanti di ogni eventuale accusa di pindacceria, inganniamo i 50' di volo facendo allegri calcoli su diritti sky, sponsor, sponsorucci e sponsoroni, su quanti dell'attuale roster siano da riconfermare, su Meo, Demis, Ettore ( :shifty: )...
Un paio d'ore a casa, con la famiglia e la sorelluzza sponsor ufficiale della follia.

Al palazzetto arrivo quasi un'ora e mezzo prima della palla a due. Forse un po' troppo tardi, dato che il presidentissimo Milia ha occupato la mia postazione in "tribuna disabili" e i posti son davvero pochissimi e in posizioni scomode (leggasi come appunto per l'anno prossimo, quando l'area stampa sotto il settore C potrebbe essere operativa più spesso). Della partita ricordo poco, alcuni flash, i visi dei giocatori concentrati, tesi quelli di Jason e di Manuel all'inizio, la palese volontà di Rowe di riscattarsi da gara 3 dell'anno scorso. Brividi sul pareggio e timido vantaggio di Veroli, ma la serata sembrava segnata già dall'inizio, per quanto non sperassi nel +20 e annesso garbage time.
Gli ultimi 2' non passano mai, esplode il rumore da perforazione permanente dei timpani, sale il coro "serie A, serie A" che attenta al mio equilibrio emotivo. Ma non piango nemmeno io. Sarà la vecchiaia, o la stanchezza. Però mi ripassa davanti agli occhi il mio primo ingresso al palazzetto, 18 anni fa, la prima squadra di cui ho memoria precisa, la Fortitudo e il suo Sasha Djordjevic che mi ha fatto innamorare di questo sport, la mia collezione triennale di Superbasket, il mio quadernetto rosso con i tabellini e gli autografi, l'altro capitano veneto, crazy George, Emanuele, Marco Pinna che mi porta la squadra a scuola per la mia interrogazione di educazione fisica (arbitraggio di una mini partita di 10'), l'angoscia per le retrocessioni (si, erano due...), le girandole di allenatori, coach Ciani, il ritorno in serie A2 e la paura per la salute di Diego Ricci, le salvezze all'ultimo minuto, Lionello, gli anni dell'inusuale alta e altissima classifica...
Il palazzetto trema in modo più che percettibile all'alley-oop di Rowe per la schiacciata di Marcelus, i ragazzi del servizio d'ordine si schierano per l'improbabile contenimento dell'invasione di campo, io mi distraggo dalla trance agonistica pensando a come sopravviverò all'orda umana! Fortunatamente non subisco nessuna ammaccatura, ma dato che ho voluto intrufolarmi a centro campo della premiazione riuscirò a vedere solo la luce riflessa dalla coppa quando viene alzata al cielo.

Sudore e spumante. Un'ora di abbracci con amici, parenti, tifosi, facce incredule, esaltate, stravolte, ubriache. Il viso stravolto e felice del capitano. Ico e il suo microfono. Le foto con i giocatori che non ho fatto in quasi vent'anni di Dinamo. Coach Sacchetti che esce per primo dalla zona della premiazione. Me lo ritrovo davanti, sorriro a 64 denti, mi da un 5 che pare un ceffone! E che probabilmente merito (magari gli piacciono gli anagrammi e ha una buona memoria faccialibrica), dato che avevo promesso la sfilata in piazza d'Italia cosparsa di cenere. Il detto lo conosciamo, "chi vince ha ragione e chi perde spiega". Lui ha avuto ragione, e sono più che comprensibili i sassolini che un po' alla volta si sta togliendo in questi giorni, ma credo sia stato normale, umanissimo e quasi inevitabile manifestare qualche malumore. Personalmente non credo di aver mai trasceso né offeso nessuno.
Gli abbracci con i forumisti, conosciuti virtualmente al tempo dell'incubo del giugno scorso, quando la disperata ricerca di informazioni su quello che stava succedendo mi aveva portato a queste pagine e al numero di cellulare di Cesare. Pagine che mi hanno fatto sentire meno sola e soprattutto meno macca nella mia passione per questa squadra, persone che ho avuto il privilegio di conoscere durante l'anno, quando hanno avuto la pazienza di scarrozzarmi nelle mie prime trasferte da ultrà. Fino all'ultima splendida due giorni Roma-Frosinone che ha dato la volata a questa storica gara 4... e alle mie poche ore di sonno :D

La lunghissima strada fra il palazzetto e il Quirinale, percorsa al fresco e a piedi fra i clacson, le bandiere, e la paura che al volante siano già tutti sbronzi, non raffredda l'emozione appena vissuta. Nell'ingorgo umano e automobilistico si prova a razionalizzare. Ma è difficile essere ragionevoli e seri con quell'adrenalina (e birra) in corpo, con le goliardate e gli spogliarelli dei protagonisti che man mano escono dal ristorante.
Degno epilogo nel salotto buono della città, una piazza d'Italia che magari poteva essere più piena, come lamenta Massimino, ma che alla fine va benissimo così. Il giardinetto centrale si difende come può, distribuendo storte alle caviglie degli incauti invasori (coraggio Cesare! E conserva il gesso, anche lui entrato nella storia) che vogliono conquistare le statue issando i vessilli biancoblu (a proposito, io non ne pago di multa, eh? Già cominciando a chiedere soldi! :P ). Manuel è il primo ad arrivare, e a spogliarsi sotto lo sguardo severo di Vittorio Emanuele. Il sassarese di adozione è perfettamente a suo agio anche con l'idioma locale, anche se a sentire i suoi "affuttidinni" e "pòsati" (rivolto a signora Franca, e comunque si dice "pòsaddi"!) mi sembra che abbia bisogno di qualche ripetizione. Raggiungono la piazza alla spicciolata Manca, Hu-hu, Colombo, Baldassarre, Binetti, Rowe, Devecchi e Ducarello, a festeggiare e fare foto ricordo dentro e fuori il giardinetto. Arriva anche Pinuccio che non molla la coppa neanche un secondo, felice come un bambino e parecchio su di giri. Anche grazie all'ora tarda, all'euforia generale e a una birra di troppo approfitto della foto con la coppa per dirgli di non prendersela per le critiche. Il suo cortese ma fermo "io sono fatto così" chiude, temo, ogni possibilità di dibattito :D

Sono le quattro del mattino, dopo aver annunciato il mio ritiro circa due ora prima decido che è il caso di andarmene davvero. Ma alcune "manovre forumistiche" e l'enorme disponibilità dei nostri eroi impedisce a me e alla sorelluzza di fare da sole i due passi che ci porteranno a casa. Capitan Manuel e alcuni suoi amici non ne vorranno sapere di lasciarci sole, e la mia nottatA si conclude con una sveglia generale agli abitanti di viale Italia, allietati dai nostri dibattiti pseudo-tecnici e su critiche e privacy al tempo di internet. A rischio di sconfinare nella retorica, penso che in poche occasioni si sia visto un giocatore di un qualsiasi sport, nella sua serata di gloria e festeggiamento, occuparsi di due semplici tifose in questo modo. Grazie!

E con questa valanga di emozioni me ne sono andata a dormire. Dormire, ovviamente, si fa per dire". CLAUDIA


www.matchupsardegna.it


crazyNik84

il servizio di Cinquestelle


VHSmania da YT

1 commento:

SoloDinamo ha detto...

A G G I O R N AM E N T O 1.7.2010
avevo proprio paura di scrivere qualcosa sul futuro della Dinamo (cestistico ed altro), avrei desiderato la conferma di Kemp e puntualmente sono stato smentito. Ecco il suo saluto a noi tifosi
(da Facebook):

Marcelus Kemp I WANT TO THANK ALL MY FANS IN SASSARI...MY COACHES..ALL THE FRIENDS I MADE ON THE ISLAND...BUT I HAVE CHOOSE TO SIGN TO BOLOGNA TODAY...I WILL NEVER FORGET THE PEOPLE OF SASSARI AND I WILL ALWAYS LOVE YOU!!!!!

ringrazio Marcelus per la grande classe che ci ha fatto vedere, soprattutto quando ha iniziato a giocare per la sua squadra lasciando perdere i personalismi. La Dinamo è in serie A grazie al suo fondamentale contributo. L'unica amara soddisfazione è che andrà via per giocare in una grande società, la Virtus, adatta al suo talento.
Don't forget you Marcelus.
Good luck, good bye "wrecking ball".
Keep touch, every wish.
Good look