lunedì 12 aprile 2010

Lambrusco, pizze reggiane, Minciotti e aerei ballerini

foto Legadue (r)
Il Duomo di Reggio

Patrick in lunetta
attacco Dinamo, la difesa Trenkwalder schierata a uomo
Manuel Vanuzzo ai liberi
ringrazio Luigi 30° e Mojta78 per le belle foto. Noi c'eravamo (anche a Reggio).
autolinee Minciotti - Lucca
biglietto

Dopo il brusco e triste risveglio, parzialmente smaltita la depressione post-sussa, cerco di raccontare a modo mio la trasferta di Reggio Emilia.
Lo farò in pillole che spero riusciranno interessanti ai più.
L'AEREO PIU' PAZZO DEL MONDO . Adunata finalmente puntuale alle ore 7:20 in aeroporto. Non c'é il tempo di salutare tutti, in ogni caso la carica passionale è notevole, nonostante l'ora mattutina, e vedo diversi volti noti .Dinamisti incalliti e gente alle prime trasferte, opportunamente amalgamati e shakerati. Questo termine non è usato a sproposito, perché ora ne leggerete delle belle. Il volo nazionale parte più che bene, con i soliti cori di approvazione all'indirizzo delle hostess e tanta allegria tipicamente sassarese. Col mio compagno di viaggio, che qui saluto, iniziamo a parlare di ciclisti ittiresi degli anni '50 della gloriosa Ittiri Cannedu. Per sua fortuna Cesare in quel momento non è vicino a me, altrimenti sarebbe già precipitato (come è suo solito in questi casi) nel mondo dei sogni. C'è invece un bel sole in quota, ma giunti dalle parti della costa tirrenica, il 737 Ryanair inizia a ballare, e le hostess fanno chiudere la bocca ad un po' di gente con annunci secchi. A 10 miglia circa dalla costa becchiamo in modo frontale una cella temporalesca insaccata sul pisano, il cielo si fa nero e ai primi scossoni la truppa inizia a ridere e a scherzare sempre più nervosamente. Le solite battute scherzose tipo "Fallu baddà", ma quando l'aereo inizia a beccheggiare paurosamente, ad abbassarsi ad ogni vuoto d'aria sempre più forte, le urla si fanno isteriche e la voglia di ridere passa quasi del tutto. Qualcuno, ripensandoci col sorriso in Autogrill, ha citato il film L'Aereo Più Pazzo del Mondo: gente che grida "il mare è vicino ! Gonfiate i salvagenti! Mamma non voglio morire adesso, che devo salire in A1"...una signora recita in modo convulso il rosario, lo steward recita frasi concitate in irlandese misto a italiano "i signori passeggeri sono pregati di indossare bene le cinture e di toccarsi i santissimi". Qualcuno sbianca in volto come il sottoscritto, altri si sentono male, un paio di persone piangono e non di gioia per qualche bella vittoria Dinamo. Negli ultimi scossoni, mentre l'aereo continua a cedere convulsamente sotto il mio fondoschiena, ballando come se fosse il Candeliere dei Viandanti alla festa di Mezzagosto, nel "bel" mezzo delle raffiche di grecale, guardo fuori: finisce il mare agitato e vedo finalmente la campagna toscana. Alé, fozza Torrese, finalmente stiamo per atterrare, cosa che avviene sotto un furioso temporale. Tutti ringraziamo il Signore e tutti si fanno il segno della croce, anche gli atei e quelli che non fanno la comunione dal 1980. Aprono i portelloni e mi precipito fuori, non ho mai corso sotto la pioggia in un aeroporto senza guardarmi indietro per almeno sbirciare l'aeromobile.
Se ancora qualcuno non l'avesse capito, ieri mattina ho avuto paura dell'aereo.
LA "MINCIOTTI" AUTOTRASPORTI. Nel secondo pullman, sul quale saliamo sempre sotto l'acquazzone (che strano, quest'anno è piovuto così poco...), ci rendiamo conto che vi è una scritta della compagnia: "Minciotti". Tutto ciò provoca ilarità e crisi convulsive dal gran ridere soprattutto nelle dinamiste di sesso femminile. L'autista toscano non coglie l'ironia, per fargli capire il motivo della nostra ilarità gli spieghiamo il significato della parola, che in Sardegna è la chiara evocazione del famosissimo "creapopoli" (come dicono a Roma).

Nell'altro pullman, dove l'età media è più bassa, si cantano inni dinamisti. Dimenticavo di dire che i cori sono iniziati già dentro l'aeroporto, in area Arrivi.
Sotto il sole, finalmente, percorriamo i 207 km fino a Reggio Emilia, città luminosa e civile che ci accoglie in modo degno. Sono già presenti in loco cinque tifosi del Collettivo biancorosso, gemellati da tempo con il Commando Ultrà Dinamo. Della nostra comitiva fanno parte due simpatici tifosi della Torres Calcio e tre convinti springsteeniani, già visti sotto qualche palco in giro per l'Italia (a proposito, il DJ del PalaBigi prima della partita ha messo "Glory Days" e " Born To Run", non siamo mica a Sassari con la sua ammorbante musica da discoteca sparata a palla).
LAMBRUSCO E DRINK. In una piazza della città, fronte bar, l'impeccabile organizzazione ha allestito un sontuoso banchetto a base di ravioli caldi, bevande fresche, leccornie varie che non ho gustato perché indisposto, aperitivi ottimi e Lambrusco a volontà. Tutti mangiano e bevono sotto il sole, la temperatura è mite, nel frattempo una rock band suona a dieci metri di distanza. Una situazione improbabile a Sassari, ma siamo in Emilia, terra di accoglienza, di rock e fratellanza.
Al ghiotto festino preferisco un giro nella bella città del Tricolore.La mozzarella di bufala dell'Autogrill non mi ha convinto al 100%, ancor meno la direzione tecnica del coach. Becco i tifosi torresini nello stand della porchetta di Ariccia. Che mangiata ragazzi ! Vedo un banchetto di invitanti dolci e non resisto. Mangio un fritellone grande quasi quanto il salvagente dell'aereo RYANAIR e continuo verso la magnifica piazza della Cattedrale.

TUTTI AL PALABIGI ! Corteo di prammatica, cori, sciarpe e Forza Dinamo fino al vicinissimo PalaBigi (perfetta l'organizzazione della logistica, infatti il buffet è organizzato a cinque minuti a piedi dal palazzo). I giocatori scendono dal pullman tesi e concentrati, qualcuno di loro saluta mentre noi ci sbracciamo. Non è difficile farci notare. In totale siamo 200, giunti con tre pullman compreso quello organizzato dal buon Ennio (un pulmann popolato a quanto pare da alcuni pericolosi "diffidati", loro infatti arrivano - tardi - scortati da una pattuglia della Polizia...battuta!). Il palazzo è vecchio e angusto, il pubblico locale è compassato, i sassaresi fanno rimbombare i cori di incitamento, entrano in campo tanti bambini per il progetto di coinvolgimento nel minibasket ed ecco finalmente la Dinamo. All'ingresso , ciascuno di loro si gira e ci saluta.E' scoppiata finalmente la pace tra squadra e tifoseria.
LA PARTITA. Imperfetta, come purtroppo avviene da qualche tempo, abbiamo davvero rischiato di vincerla e con una maggiore precisione nel tiro da tre, con maggiore cinismo e un po' di sana cattiveria, si sarebbe finalmente portata a casa la vittoria. Buoni Vanuzzo, Devecchi e Rowe, che sta riprendendo fiducia nel tiro, ottimo Il Gladiatore Baldassarre, efficace Hubalek finché ha giocato, poiché da un certo punto in poi è stato tenuto in panchina, in punizione e col cappello dell'asino come ai tempi del "Giornalino di Gianburrasca". Non si sa esattamente cosa abbia fatto, il Jiri sassarese, forse ha negato un gimme five o ha scagliato qualche bottiglietta di troppo, fatto sta che nel primo tempo ci ha tenuto a galla, segnando quasi da solo, per lunghi tratti. Guardando qualche simpatica partita di mini-basket di mia figlia , mi ero convinto che in questo sport valesse una regola elementare: chi segna di solito resta in campo, gli altri aiutano. Invece, pare che da ora non sarà più così e quindi ho deciso: ogni volta che mia figlia deve giocare, possibilmente per realizzare canestri e far vincere la squadra, non la porto alla partita, la tengo a casa a guardare cartoni animati, così getterò nella pura costernazione la sua allenatrice e la accompagnatrice tecnica. Alle incredule loro rimostranze, risponderò pacato che di basket NON ci capiscono una mazza, che ormai non c'é bisogno di fare canestri e portare punti in cascina. Il mondo è rovesciato, l'aereo balla e vince le partite chi non segna, ma spadella fuori a 10 secondi dalla fine . Mia figlia mi metterà il muso per un anno, in famiglia avendole impedito di giocare e (ovviamente) segnare scoppierà la guerra civile, ma in compenso farò la mia brava conferenza stampa urbi et orbi.
Spiegherò al mondo, con fierezza, la mia insana e delirante filosofia di gioco, in compenso verrò linciato dai dirigenti inferociti della squadra di mia figlia.
81-83. La tentata tripla di Kemp finisce sul ferro. Time is over, applaudiamo i nostri giocatori alla fine della partita, in fondo l'impegno non è mai mancato e vogliamo incoraggiarli in questo momento critico della stagione. Saluto il sig. Bertrand, una colonna della Dinamo anni 60 dei primordi, saluto molti amici sassaresi, tutti abbastanza sbigottiti per la infelice gestione dell'ultimo mezzo minuto di gioco. Fuori, parlo con Ducarello, insieme ad altre persone, e lo faccio pacatamente pur non avendo mai fatto questo in oltre 30 anni di tifo Dinamo. Lui risponde in modo gentile, ma con frasi secche, alle nostre osservazioni. Lo ringraziamo e gli auguriamo buon lavoro. Sappiamo bene che difenderà sempre le sue scelte tecniche, ma scopriamo finalmente che il vero coach della Dinamo non è Sacchetti, ma Ugo Ducarello. Perché allora il secondo guadagna meno del primo (seconda battuta ) ? Dopo alcune esagerazioni per strada da parte di tifosi che hanno alzato un po' il gomito (eufemismo: trattavasi di sbornia colossale), ci avviamo verso un sontuoso ristorante, dotato di acquario e provviste sufficienti per un battaglione di Fanteria, dove è stata allestita una mega tavolata per circa 150 persone. Intorno alla mezzanotte, finisce la festa. Gusto una pizza "alla reggiana", per la cronaca, costituita da buona pasta , prosciutto di Parma e parmigiano reggiano in scaglie, cotta in forno a legna come Dio comanda. Una bomba ipercalorica, ma preferisco sempre le bombe da 3 del buon Jiri e di Jason Rowe.
MESTO RIENTRO. Recuperiamo i due pullman toscani della Linea Minciotti, là dentro c'é calduccio ma qualcuno vuole ancora salutare gli amici Reggiani. Verso l'una imbocchiamo l'autostrada. Non sapevo che di notte in autostrada venissero organizzate gare automobilistiche tra i TIR e i pullman, c'é sempre qualcosa da imparare nella vita. Forse la Polizia stradale non lo sa. Alle 3:30 circa arriviamo a Pisa, e per fortuna il cielo è terso, non sta piovendo ! Alle 4 entriamo in aeroporto, qualcuno si corica per terra, stramazziamo sulle poltroncine, facciamo colazione (c'è un unica barista, ormai depressa, per 100 clienti), ed aspettiamo il nostro volo. Il contrasto tra i nostri visi sfatti e quelli degli altri passeggeri, puliti e rilassati dalla notte in hotel, è notevole. Alle 7:10 l'aereo Rayanair, volato liscio come l'olio sui cieli del Tirreno, atterra ad Alghero. Baci , abbracci e rompete le righe. Alla prossima e.....Forza Dinamo. E anche forza Trenkwalder.


2 commenti:

Skywalkerboh ha detto...

Wow... bellissimo racconto!
mi stava quasi venendo la nausea per i vuoti d'aria dell'aereo e ora ho una fame da lupo!!!!

Forza Dinamo

SoloDinamo ha detto...

guarda...raramente mi è capitata una cosa del genere, e spero non mi ricapiti a breve perché devo volare a fine mese, e poi di nuovo il 24 maggio ....(viaggi e lavoro).
grazie per la condivisione. ti saluto