domenica 17 gennaio 2016

and Ziggy played guitar


"Don't cry because it's over, smile because it happened".

Alle 8,30 dell'infausto lunedì 11 gennaio 2016 mi connetto a facebook e leggo tre brutte parole: David Bowie dead. Non ci credo. Verifico su un sito inglese; la notizia purtroppo è vera. Gli occhi di milioni di fan in tutto il mondo si riempiono di lacrime. Vedo di colpo la mia adolescenza passarmi davanti agli occhi. Il giorno in cui vidi i primi album di David Bowie tra le mie mani. Il giorno in cui mi regalarono questa musicassetta, quando c'erano solo vinili e nastri e per sentire la musica occorreva andare al Record Store (il download era pure fantascienza: life on Mars ?). L'unico sistema era avere una bella piastra stereo e farsi copiare il disco originale...grazie ad amici generosi e in barba ai diritti d'autore. 
Eccola qui, pressapoco era così, ignoro dove sia finita, ma continuo a cercarla. Questo è il primo oggetto che storicamente mi ha messo in contatto con il mondo di Bowie:

Immaginate un ragazzino di 14 anni, ex bambino, che ascolta quella musica potente. Vero glam rock, così dissero i posteri, di pura ispirazione americana. Perchè David, tramutatosi in Ziggy Polvere di Stelle, dopo un incredibile tour americano durato fino al 1973, decise di tenere i suoi Spiders from Mars negli U.S.A. per incidere un album nuovo di zecca. Era un gioco di parole provocatorio: "a-lad-insane" (trad. un tipo matto), ma chi poteva capirlo all'epoca ? Stiamo parlando di un grandioso artista che, all'epoca del rock muscolare dei gloriosi Who, Led Zeppelin, Stones, Kinks, Animals, primissimi Pink Floyd, cioè del migliore British rock di tutti i tempi, si prese il lusso di provocare, eccitare, infastidire le persone mediante un look assolutamente eccentrico. Vedevamo passare davanti agli occhi questo genio rock, con musica ben impressa nella testa. Bastava appoggiare la testina sul piatto giradischi e potevamo sentire la migliore musica mai uscita dalle casse dello stereo:

  
Il perfetto rock cantautorale. Cose sentite solo alla radio (Popoff con Carlo Massarini), magari a casa di fidati amici, portandosi appresso un pacco di vinili per vedere quale era il migliore appena uscito. Anni formidabili in cui non avevamo niente ed avevamo tutto. Il telefono era un apparecchio con rotella e fili, la TV era in bianco e nero, prevalentemente. Non c'era bisogno di tracciare una persona su whatsapp, semplicemente bisognava farsi passare la cornetta dai genitori presenti in casa. Immaginate l'impatto visivo di questo visionario marziano truccato, con allestimenti scenografici assolutamente geniali. 
  
David ai tempi di Aladdin Sane, allestimento con capelli arancioni.

Stiamo parlando di tempi assolutamente eroici, irripetibili, in cui la scena rock non era dominata, come nel 2016, da illustri comprimari o da chierici ossequiosi e/o rocker compilatori di opere precedenti. Stiamo parlando di British Rock prima maniera e di r'n'r americano, potente, dove per emergere dovevi avere talento. Bowie, all'età di 25 anni, andò negli U.S.A. con la band per "spaccare" sul mercato americano. E riuscì perfettamente nell'intento se è vero che nel 1975 aveva ben quattro album ai primi posti delle charts internazionali (una cosa incredibile, non so se sia accaduto per altri artisti rock). Significa che se andavi al mare, ovunque c'era un juke-box con Space Oddity, Life on Mars, Starman, Rebel Rebel, Changes, Young Americans, Panic in Detroit.
A proposito di U.S.A. Ho la fortuna di possedere un live incredibile, quello di Santa Monica, L.A., Cal., 20/10/1972. Dicono gli esperti che sia il migliore live di sempre di Bowie. Dicono -addirittura- che si tratta di uno dei migliori dieci live della storia del rock. Stiamo parlando di rock, a tratti, molto duro. Ci sono pezzi di hard rock primordiale, nello stile di Deep Purple, MC5 e Led Zeppelin, che all'epoca impazzavano. Cracked Actor, The Jean Genie sono pezzi tostissimi, ad esempio. Ma nel suo show, Bowie si ricavava un momento acustico, eseguendo almeno 4 pezzi con solo chitarra 12 corde; e nella parte dei bis, la sorpresa: con una voce degna del suo mentore, amico, guida spirituale newyorkese, Lou Reed, eseguiva Waiting for a man dei Velvet Underground.  
Era una cosa incredibile: una batteria, quella di woody Woodmansey, che spingeva la band a tutto motore; un chitarrista pazzesco, Mick Ronson, che spiegava in poche parole cosa sia la chitarra elettrica, che fa "girare" la chitarra come dicono gli appassionati dello strumento. Su tutto, la voce bellissima di David, la sua presenza scenica, lo stupore del pubblico che rimase affascinato, colpito, annientato da questo enorme live show !

Bowie, Ronson, american tour 1972 - foto di scena a Santa Monica, Cal.
Occorre solo ascoltare per crederci:

Stiamo parlando di un personaggio fantascientifico che vantava amicizie con gente come Andy Warhol, Lou Reed & Velvet Underground, Iggy Pop e i suoi Stooges. Tanto influente da creare un genere, glam rock, un marchio di fabbrica unico, originale. Gli anni successivi sono quelli della conferma impetuosa,  e di un disco del 1977 come Heroes. Mentre il punk predomina ed abbatte una ad una le grandi rock band, Bowie va oltre: ci spiazza con un vinile che racconta ancora una volta qualcosa di nuovo. Non capimmo subito questo disco, David registrava a Berlino, era stralunato, dimagrito, solo in seguito si seppero molte cose. Non c'era internet che ti sbatte in faccia trasgressione e la morte in tempo reale, c'erano poche riviste rock italiane, scarne notizie radiofoniche. Nei primi anni '80, i primissimi videoclip, trasmessi da MTV e da Carlo Massarini, col suo impagabile Mr. Fantasy (rock in Rai in prima serata !), la base stessa delle nostre conoscenze di tendenza , inglesi e americane. Il video di Ashes to Ashes era tra i più godibili.
Insomma, passavano gli anni e arrivarono gli '80, i '90, ricordi indelebili e teneri che qui non possono essere rievocati. Ricordi di tanti film visti con David attore protagonista, quando il cinema era cinema e non c'era l'home video che ha distrutto la creatività dei cineasti. Furyo, Labirinth, L'uomo che cadde sulla terra, ecc. A proposito, questa è la storia del rapporto tra Bowie e il cinema. Assolutamente da leggere per capire la sua cifra artistica.
Compositore, cantante, chitarrista, sassofonista, pittore, coreografo, attore, produttore, regista. Non esiste settore dell'Arte in cui questo prolifico artista non sia sia cimentato. La sua influenza sulle giovani band, sulla new wave, sull'elettronica, sul metal, è enorme. Sto parlando di un personaggio essenziale, e perdendo lui è andata via una grande pagina della storia rock. Le pagine migliori. Conoscete un altro che si permetteva il lusso di cantare con voce femminile ?

"C’è un uomo delle stelle che aspetta nel cielo – vorrebbe venire e incontrarci – ma pensa che farebbe esplodere le nostre menti – C’è un uomo delle stelle che aspetta nel cielo - ci ha detto di non farlo esplodere – perché sa che tutto è utile – mi ha detto: lasciate che i bambini lo perdano – lasciate che i bambini lo usino – lasciate che tutti i bambini ballino.."




Non mi addentro neppure nella ricostruzione storica dei 50 anni di carriera del Duca Bianco. Non ci provo, non saprei farlo, e richiamo la scheda colta, esauriente, totale, di Blue Bottazzi, Long Playing David 
Una sintesi perfetta dei suoi maggiori hit è quella di Mojo, che contiene la top 10 del Duca:



Negli anni 2000 (2002 e 2003) Bowie si ripropone, abbastanza sottovalutato dalla critica come del resto ammesso dai maggiori giornalisti musicali. Questo è il Reality Tour, con il suo gruppo di sempre, collaudato e fidato . Nel 2004 David subisce un grave insulto cardiaco e deve essere operato d'urgenza. Resta comunque operoso, attento alle nuove tendenze, in grado di produrre sempre buoni album . 



L'8.9.2005, tra l'emozione generale, dopo il delicato intervento, si presenta all'evento benefico Fashion Rock Show, e Ziggy, il Duca Bianco, l'eroe di Brixton interpreta ancora una volta l'immortale Life On Mars (insieme ad Arcade Fire). Cose che fanno bene, cose che fanno accapponare la pelle. Tears all over town, come direbbe Eddy Moran. 
"Per mia madre, per il mio cane, e per i clown/Ma il film è tristemente noioso/Perché lo ho scritto dieci volte o più/Bisognerebbe riscriverlo/Mentre ti chiedo di concentrarti/Marinai che fanno la lotta in un salone da ballo/Oh, gente! Guardate quegli uomini primitivi che se ne vanno/È lo show più bizzarro di tutti/Dà un’occhiata all’uomo di legge/Che si accanisce sulla persona sbagliata/Oh gente! Mi domando se se ne renderà mai conto/Che è nello spettacolo più venduto/C’è vita su Marte?"



Questo è un concerto completo alla BBC ! Sono 59'


Nel video che segue, vi è l'ultima commovente apparizione sul grande schermo di David (Bandslam, 2009); compaiono internet, myspace, youtube. La parabola artistica si chiude perfettamente. Si era partiti da tenere cineriprese di fine anni '60, girate con pochi mezzi, e si è arrivati all'elettronica audace applicata all'arte. Eviterò di guardare i video dell'ultimo Bowie, quello del dolore e dello strazio, preferisco avere un ricordo vivido del suo immenso e incantato talento espresso sul palco, davanti al pubblico che lui amava e rispettava.  
In 50 anni di musica David ha attraversato le vite delle persone, le ha cambiate, ci ha resi non conformisti. Aveva promesso che non sarebbe stato mai noioso, aveva dato colori, suoni, visioni al rock. Ci ha resi migliori, più spontanei. Io ringrazio con le lacrime agli occhi questo formidabile artista , inquieto, unico, tanto essenziale nella mia vita e in quella di milioni di persone, in tutto il mondo. Tutti coloro che sono stati ragazzi negli anni '70. 
Quei tempi ormai non torneranno più e posso dire che se ne è andato per sempre un pezzo della nostra giovinezza. Grazie Duca Bianco, dal profondo del mio cuore !



 Bowie è tornato tra le stelle per ritrovare Lou, il suo amico di sempre. 

Il commosso ricordo di Bowie, nella parole di chi lo ha conosciuto...Nella Crosiglia





Una commossa, ragionata interpretazione di Lazarus (suo ultimo video); di Laura Bianchi


L'ultima immagine di David Bowie. Last 2015

Questa, infine, è la mia copia originale 
del vinile di Hunky Dory, 11/1973.



domenica 10 gennaio 2016

arriva Mitchell


Prima di scrivere qualcosa di sensato circa la Dinamo, ho voluto attendere i risultati di due partite abbastanza cruciali: quella contro Milano e poi contro gli ungheresi del Szolnoki Olaj . Però vorrei ringraziare le dodici persone che hanno letto il mio blog negli ultimi giorni: vi ringrazio, appena possibile vi inviterò tutti in pizzeria, a prezzo ridotto, un tavolo per noi potrebbe anche bastare. 
La prima sconfitta targata Dinamo del 2016 è arrivata il 2 gennaio contro Olimpia Milano, con un risultato assolutamente netto: 50-87. Una cosa mai vista almeno a queste latitudini. Mi ero seduto davanti alla tv con tanta speranza, reduce dall'immagine bellissima e finalmente positiva della Dinamo vittoriosa contro Reggio Emilia e Pistoia. Meglio di così non poteva andare. Addirittura all'Olimpia mancavano Cerella, Hummel, Sanders e anche il simpaticissimo Alessandro Gentile era a mezzo servizio. Tutto è andato bene (più o meno) fino al primo quarto, finito 16-10 per i locali. Dal secondo quarto in poi si è assistito ad un incubo, con una sola squadra in campo e la Dinamo incapace di apprestare una sia pur minima difesa rispetto alla continua transizione Olimpia. Questo tempino è finito 31-10 per Milano, significa che continuando a quel ritmo la Dinamo avrebbe potuto perdere di oltre 100 punti. Al terzo tempino si era sul 66-40, con un vantaggio incolmabile da parte di qualsiasi squadra di questo pianeta...è stata una brutta figura in diretta TV che tutti ci saremmo voluti risparmiare. Sinceramente non ho più guardato la partita, mi sono sdraiato su un divano e ho atteso...come si attende nella cabina di una barca a vela la fine della tempesta. Ogni tanto alzavo il capo e davo uno sguardo al televisore, ma il divario aumentava, la Dinamo era assente dal campo. Addirittura un -26 alla fine del terzo quarto, prima dell'ultimo superfluo finale di partita. Coach Calvani ha chiesto scusa in sala stampa e tutti sono andati via a testa bassa. Il motivo di questa debacle è ignoto, soprattutto se raffrontato alle buone procedenti. Nessuno sa perchè il 2 gennaio la Dinamo è salita sull'aereo ed è rimasta a bordo dell'aviogetto, perchè sul campo di Assago realisticamente non è mai entrata. Ma non bastava, perchè il giorno dopo (3 gennaio domenica) ho rivisto uno spezzone di partita in pizzeria, su un megascreen, e l'incubo si è nuovamente materializzato. Meglio non guardare e pensare alle cose belle della Dinamo. 
5 gennaio 2016 - prima partita di Eurocup della Dinamo a Szolonok, città di 70.000 abitanti posta a 100 km da Budapest. Per questa partita si erano mossi da Sassari alcuni tifosi, che mi hanno raccontato l'autentica figuraccia fatta contro la non trascendentale squadra campione d'Ungheria (non esattamente una superpotenza cestistica del Vecchio Continente). Si è giocato in una palestra allargata da 1500 spettatori, costo del biglietto € 2,50 in ogni settore (prezzi popolari!). L'unico giocatore su buoni livelli è stato David Logan. Permane il mistero di Joe Alexander: dopo un inizio folgorante, con molti inserimenti nello starting five da parte di Meo, l'americano è via via calato fino alla partita contro Darussafaka di Instanbul. Quel giorno Alexander segnò ben 17 punti con +15val. Poi si è eclissato lentamente, è finito spesso in panchina, di pari passo con le crescenti voci circa un suo taglio, che a questo punto sarebbe sventato. Nel frattempo, il giocatore viene attaccato continuamente sui social network per il suo presunto atteggiamento snob ovvero "disinteressato"; dicono che lui non esulta mai quando fa un canestro. Anche Dyson e Sanders l'anno scorso non esultavano quasi mai, almeno fino ai play off, poi si è visto chi ha vinto lo scudetto il 26.6.2015. 
Eyenga 
Dopo un bombardamento mediatico di mesi nel corso dei quali i tifosi hanno stalkerizzato la società richiedendo nuovi innesti, nonchè il taglio dei tre reprobi (Petway-Varnado-Eyenga, ormai sembra quasi una formula chimica tossica o una filastrocca da far mandare a memoria ai bambini delle elementari), finalmente arriva Tony Mitchell. L'ala americana, classe 1989, nativo della Georgia, è stato il top scorer della stagione scorsa. Il rookie che ha trascinato la matricola Trento fino ai play off (con la sua eliminazione targata Dinamo, come è noto). Evidentemente è stato toccato il primo settore in sofferenza, dato che di giocatori del calibro di Brooks e Sanders quest'anno si sono perse la tracce. Dire che è un'ala  significa tutto e nulla, trattandosi di giocatore mobilissimo, dotato di inventiva, poliedrico che verrà impiegato in diversi ruoli. Ecco un video youtube di Mitchell (i famosi video che "non contano nulla" secondo gli esperti: gli stessi tuttologi ci fanno sapere che lui non ha un gran carattere. E stica, direbbe il Grande Capo, sappiate che a tratti anche io ho un caratteraccio, soprattutto se mi scocciano). 


Ed ora qualche notizia sparsa; a seguire il prossimo calendario sportivo della Dinamo. 
Il 30 dicembre 2015 la Dinamo ha giocato una gara di beneficenza contro DinamoLab, la squadra del basket in carrozzina. Hanno vinto i simpaticissimi ragazzi del DinamoLab grazie ad un canestro segnato all'over time. Tra le file Dinamo, ho visto Varnado, Formenti, Sacchetti, S. Sardara (che in segno di protesta ha giocato con la maglia di Petway), David Logan (autore di parecchi canestri segnati da seduto, che non è la posizione ideale), ed altri ovviamente in chiara difficoltà. Una simpatica serata tra amici.   
Si vocifera di un ingaggio di Dave Moss, fortissimo giocatore ex Siena ed ex Milano. La fonte è autorevole ma va presa con le pinze Al momento si trova ad Ankara, non per visitare la città in cui è nato il grande Joe Strummer, ma per giocare nella locale squadra di basket. L'unico fatto certo è che la società sta per ingaggiare un pivot (5), che faccia riposare ogni tanto Jarvis Varnado, il quale ha perso l'esplosività nelle gambe degli anni a Pistoia e Roma. 
Infine, Jerome Dyson è stato protagonista di un oscuro episodio (ma non troppo, per i bene informati) all'uscita da una discoteca torinese. Sarebbe stato aggredito da dei facinorosi, e si sa per certo che ha riportato lesioni piuttosto gravi che lo costringeranno a un riposo forzato. Sono finiti i bei tempi algheresi del Ruscello e delle poche, tranquille discoteche sarde. Eccolo qui, con il suo inseparabile amico Sanders. Beata gioventù. 
Buona fortuna Geronimo, la prossima volta fatti valere, entra con una body guard, oppure parla prima con i promoter del locale. 
Edit : brutte notizie per il nostro Jerome-  Si consiglia un buon avvocato e, per il futuro, stare alla larga dai locali notturni. 

Calendario delle operazioni.
alle 20,30 del 13.1.2016 la Dinamo affronterà al palazzetto in Eurocup i fortissimi turchi del Galatasaray.
il 17 gennaio i nostri devono giocare a Cremona, la squadra dell'ex Cusin. All'andata la Dinamo aveva vinto dopo un over time.
20.1.2016, trasferta a Saragozza, squadra che ad inizio stagione aveva ingaggiato il grande Drake Diener (messo fuori rosa per gravi problemi sanitari - auguri ManDrake!).
il 24.1.2016 arriva a Sassari il Cantù; la squadra del magnate/giocatore russo all'andata è stata battuta al Pianella in una storica performance, uno dei picchi di questa stranissima stagione fatta di alti e bassi.
il 27/1 viene a Sassari il Saragozza e infine il 31/1 la Dinamo volerà fino a Brindisi in quella che è da anni una vera classica del Southern basket italico.
Forza Dinamo. Ovviamente non si molla mai di un centimetro.


giovedì 31 dicembre 2015

annata storica

23/12/2015 - Direi che i tifosi della Dinamo hanno passato delle buone feste natalizie. Scacciato il malcontento, sconfitta la depressione, la Dinamo dopo lo smacco di Torino è tornata alla vittoria sonante contro Reggio Emilia: la stessa squadra vincitrice della supercoppa, ma soprattutto avversaria in una memorabile serie play off. 
Per vincere questa partita è stata organizzata una gigantesca coreografia nel settore "D", realizzata con una pazienza infinita dai supporter, mentre il Commando ne ha realizzato a sua volta un'altra ispirata ai viaggi europei che si preannunciano per gennaio.
Una vittoria di forza, per una Dinamo che ha rifilato il ventello alla squadra reggiana, dall'alto di una valutazione assolutamente impressionante: 105-73 per i colori biancoblu, anche grazie ad una prestazione di altissimo livello di Logan: 25 punti e 28val. Ben otto giocatori a referto; guardie della Reggiana rimaste a secco; Aradori, Gentile, De Nicolao e Della Valle bloccati da una difesa che ha concesso veramente pochissimi tiri. Ho ancora negli occhi lo stupore del pubblico nei confronti della squadra, quasi trasformata rispetto ad alcune prestazioni negative di inizio stagione. Occorreva aspettare, occorreva pazientare, occorreva sostenere i colori sociali. Occorreva semplicemente manifestare il proprio attaccamento alla squadra, perchè le polemiche in fin dei conti non servono a nulla. Stavolta, la Dinamo ha vinto anche contro gli arbitri, nuovamente negativi e propensi a fischiare falli che hanno mandato in lunetta i giocatori Reggiani, ai quali è stato concesso tutto o quasi in difesa.
Ma il bello doveva ancora venire, perchè il 27.12.2015, in pieno clima post cenone, la Dinamo ha banchettato contro l'arcigna squadra di Pistoia. Forse la migliore Pistoia dal suo ritorno in serie A (2011), che però poco ha potuto contro una Dinamo spietata, concentrata, sostenuta dal suo pubblico finalmente ritrovato. Dopo settimane di torpore, acuito dalle brutte sconfitte interne in Eurolega, la Dinamo ha tirato meglio da tre punti, ha difeso duramente ma soprattutto ha rubato palla molto spesso (grazie a Logan), a fronte di un Vincenzino Esposito che ben poco ha potuto fare con i suoi uomini. In gran recupero tutti, compresi Varnado e Haynes, ormai utilizzato come terminale offensivo più che come play. Tanta gloria anche per Formenti, sicuramente il migliore della Dinamo, che dopo un periodo di appannamento e tanta panchina è stato atteso, valorizzato e caricato dal team tecnico. Insomma, meglio di così non poteva concludersi un anno memorabile, che ha visto la Dinamo artefice di una storica impresa per il basket sardo (due titoli nel 2014, due titoli compreso lo scudetto nel 2015). Ora si va a Milano in un palazzo come quello di Assago che spesso ha visto la Dinamo vincente. 
L'augurio per tutti noi è che questa commovente impresa sportiva porti un briciolo di speranza per un Isola che soffre, che patisce anni di abbandono e disinteresse, e che deve vedere i proprio giovani espatriare (persino in Cina e in Australia), come accadeva negli anni '50 quando la crisi era pesantissima. Speriamo davvero che si possa brindare ad un anno sportivo ancora più bello, che regali serenità, allegria, felicità, passione a noi tifosi. Che dovremo, infine, tutti credere un po' di più nelle nostre possibilità, senza deprimerci o lasciarci andare alla disillusione. Vale sempre la pena di combattere e comunque, non si molla mai neanche di un centimetro.
Auguri a tutti, buon 2016 e forza magica Dinamo. 


anno di guerra e terrorismo: io non dimentico i ragazzi caduti al Bataclan. 


lunedì 21 dicembre 2015

mesetto vissuto pericolosamente


"ricominciamo dal primo ciak".
30/11/2015, la Dinamo della nuova gestione Calvani vince e convince a Capo d'Orlando, un campo non facile, dominando fisicamente e mentalmente per tutta la partita: 52-77. Inizia il lento recupero di giocatori come Petway, Varnado e Haynes. Finalmente una buona difesa e una cifra di tutto rispetto ai rimbalzi.
Solo quattro giorni prima la Dinamo aveva fatto una bellissima figura sul campo del CSKA Mosca, una delle formazioni più ricche dell'intera Eurolega; Mosca vince anche grazie a giocatori di enorme valore come Teodosic. Inutile insistere, non è la dimensione ideale per la piccola squadra sarda, una "quasi matricola" nel massimo campionato continentale. 
3/12/2015 - 2500 affettuosi dinamisti si ritrovano per sostenere i loro colori nella partita di Eurolega contro Maccabi Tel Aviv. In una delle migliori partite giocate in Europa dalla Dinamo, certamente la più sfortunata, Joe Alexander sbaglia la tripla della vittoria e gli israeliani (campioni d'Europa 2014) passano al palazzetto. Applausi convinti e molti giocatori in crescita, a cominciare da Haynes e Brian Sacchetti (un ectoplasma ad inizio campionato); senza Logan a riposo precauzionale, la Dinamo non passa neppure al round8.
6/12/2015 - grande partita di Trento al palazzetto, in una squadra a forte impatto italiano, e sconfitta di una Dinamo abulica, fischiata da una parte del pubblico. Io non fischio, e insieme ai miei amici sostengo la squadra. 
10/12/2015 - nuova sconfitta in casa al round9 di Eurolega contro Unicaja Malaga, forse la migliore formazione del girone. Al termine della partita 2500 persone appassionate hanno tributato il giusto omaggio alla Dinamo. 
13/12/2015- la Dinamo passa al Palamaggiò di Caserta. Un tempo campo difficilissimo, si vince con un convincente +16. Calvani inizia ad utilizzare Alexander come ala forte; si prova e riprova, a cominciare dal pieno recupero di Varnado, che però non ha più la forza nelle gambe dei tempi di Pistoia e Roma.
17.12.2015 - terrificante sconfitta col Brose Bamberg del grande Nikolas Zisis (l'avessimo noi, un play di questo genere...). Mancavano Logan, Petway e Varnado. Addio alla Eurolega, disputata comunque con passione. Un'altra dimensione, per una Dinamo che ha viaggiato da un punto all'altro dell'Europa patendo il doppio impegno. Snobbata dal grande pubblico, rimasto davanti alla tv, non si sa quando la Dinamo potrà nuovamente giocare il massimo campionato europeo. 
20/12/2015. Il resto è storia recente. Sconfitta sul campo di Torino, con la matricola dei tre "simpaticoni" (Giacchetti-Mancinelli-Rosselli), la Dinamo perde l'occasione per assicurarsi la certezza matematica della Final8 di Coppa Italia (in vista delle tre prossime durissime partite). Si dice che Dyson si sia "vendicato". Credo che la sua sia stata una fortuna sfacciata, basta rivedere il filmato, ma questo è il basket (e poi è sufficiente ricordare i play off dell'anno scorso e si ricollegano molte cose significative). L'unico "problema" dell'ex scudettato con la Dinamo era il precedente coach: infatti, come scritto a chiare lettere da Andrea Sini su La Nuova Sardegna di domenica scorsa, nella presentazione della partita, la combo-guard del Maryland non era certamente "un pupillo di Sacchetti". Questo significa una sola cosa, e cioè che il coach Meo, al quale noi saremo sempre infinitamente grati per tutto quello che ha realizzato in casa Dinamo, non gradiva la sua presenza nella nuova Dinamo 2015-2016. Quindi Dyson non è stato riconfermato. Per sostituire Dyson è stato preso un giocatore simil-Dyson, cioè Haynes, che è tutto fuorché un play, e neppure una combo. Il giocatore del Texas è un terminale offensivo, un realizzatore, una guardia tiratrice; prova ne sia che cerca spesso l'uno contro uno. Il play della Dinamo in verità si chiama David Logan (una guardia!), e senza costui in campo la Dinamo vale un buon 50% in meno; senza Il Professore manca totalmente la costruzione del gioco. Logan contro Torino fa 28 punti da solo, con un convincente 28 di valutazione, prova evidente che con lui la Dinamo diventa assolutamente competitiva, fatta salva la sfortuna e le disattenzioni difensive nell'over time. Trovate quindi un vice-Logan o qualcuno che si prenda le responsabilità al posto suo, perchè Stipcevic e D'Ercole a questo punto della stagione, secondo me, sono i giocatori più deludenti della nuova Dinamo. E giusto per fare i soliti paragoni antipatici, non esiste più un Edgar Sosa che si alzava dalla panca come migliore sesto uomo del campionato. I lunghi ? Un rebus. Jarvis Varnado viene costantemente responsabilizzato da Calvani, che lo conosce bene, Petway dopo la panchina ritrova il parquet ma non la continuità, Eyenga è un vero mistero, alterna cose buone ad altre discutibili, Marconato e Pellegrino sono sottoutilizzati. Tra le note positive, il recupero pieno di Formenti, che l'anno scorso fu una riserva importante. Sacchetti e Devecchi, cuori biancoblù, continuano onestamente a lavorare onorando la maglia come pochi. Due grandi, davvero.  
Il problema della Dinamo attuale è....il paragone con la Dinamo dell'anno scorso. Tutto è stato detto finora sulla Dinamo che ha vinto tre titoli; la Dinamo di quest'anno è semplicemente una Dinamo "normale", gravata in modo eccessivo dal doppio impegno campionato-Eurolega, alle prese con problemi interni di non poco momento (cambio del coach e scarso carattere di alcuni acquisti). Se si ascoltassero le interviste post partita di Calvani, ci si renderebbe conto che il nuovo coach ha avuto davvero poco tempo per inculcare la sua mentalità difensiva e costruire nuovi schemi: in pratica l'allenamento infrasettimanale è stato fatto in giro per l'Europa, e per tenere questi ritmi occorre quanto meno un secondo quintetto, ovvero 10-12 giocatori buoni, tutti sullo stesso livello di forma. Lo stesso Brian Sacchetti, uno al quale nulla può essere rimproverato sul piano dell'impegno e dell'attaccamento alla maglia, ha avuto un ottobre da incubo, o quasi, con un ritardo spaventoso di forma.
Quanto ai tifosi, caricati e lusingati dal troppo battage pubblicitario (abbonamenti conclusi con larghissimo anticipo), nonchè dai recenti clamorosi allori, sono rimasti in larga parte delusi. Il che è normale, perchè quando si ha una bella storia d'amore con una stupenda signora, bellissima, sportiva, dinamica e sognatrice, viene un po' male ritrovarsi la volta successiva con una donna più che normale, carina, un po' noiosa, musona, forse scontata e che ci riporta inguaribilmente alla donna sfolgorante della precedente passione :)
Spero di aver spiegato il mio punto di vista. Ripartiamo da questa squadra e cerchiamo tutti di sostenerla nella prossima partita del 23/12 contro Reggio Emilia (che già in Supercoppa ci ha tirato uno scherzo pessimo: vorranno pur dire qualcosa queste partite perse nel finale? Reggio, Mosca, Tel Aviv, Istanbul...). Calvani lavora sul carattere, sulla saldezza morale, sulla responsabilizzazione di molti giocatori dopo una situazione ereditata abbastanza critica.
Forza Dinamo, sempre. 
Questa è classe (buzzer beater di Travis Diener contro Chalon):
Questa in termine tecnico chiamasi "botta di culo":

magari non ci credete, ma questa per noi ragazzi degli anni '80, nel 1986 era una canzone ironico-antimilitarista :-) 


mercoledì 9 dicembre 2015

"A"ppartenenza

la migliore coreografia di sempre. 
TANTO TUONO' CHE PIOVVE (Socrate). Sembrava tutto troppo grande, bello ed impossibile, come in un sogno delle 5 del mattino, quello della fase REM. Avrei voluto non risvegliarmi mai, non ho più parlato della Dinamo per tanti mesi, perchè "il sogno" l'ho visto sbucare a bordo di un autobus della ATP in piazza d'Italia all'ora del tramonto, in piazza d'Italia, vedendo la Dinamo più forte della sua storia (più forte di sempre?). Ho pensato che ora c'eravamo noi in vetta, non la Virtus Bologna dei bei tempi, non l'Olimpia Milano, neppure Siena, Cantù e Treviso che di scudetti ne hanno vinti tanti, tutti insieme. No, stavolta era la Polisportiva Dinamo 1960 ad essere in vetta, più su di qualunque altro: un'emozione fortissima che schianta il cuore, lacrime di gioia ed esaltazione devastante. "Tu chiamale se vuoi, emozioni". Le stesse di quando quella Dinamo con la coccarda tricolore già sul petto si è presentata, al rientro da Desio, con la seconda Coppa Italia. Voglio guardarlo ancora, io c'ero, la Dinamo vinse nonostante le tante critiche nei confronti di Dyson, Sanders, Sosa, Logan, presi singolarmente e come squadra. La stessa squadra 2014-2015 che poi vinse di forza un unico, irripetibile, triplete; eccoli qui, a piazzale Segni :    



PERCHE' FISCHIARE - si parla di fischi nei confronti della Dinamo. In realtà c'erano ululati, frasi di disapprovazione, molti fischi. Io non fischio la Dinamo, io sostengo  la mia squadra, dovessi essere l'ultimo a farlo in un palazzetto vuoto. La Dinamo mi ha dato tanto nella vita e mi viene in salita fischiare quella maglia, la stessa indossata domenica mattina da Brian Sacchetti, Logan, Jack Devecchi, Formenti. Guardateli bene, sono esattamente gli stessi giocatori dello scudetto, esaltati ad sidera e infine umiliati. Ho incrociato gli occhi del capitano nel giro finale, erano gli occhi di uno perplesso e che non se lo sarebbe mai aspettato dal suo pubblico di Sassari. Applausi a scena aperta per il Trento (gli avversari!) anche durante la partita, così, fatti tanto per irridere la nostra maglia. Dove è il famoso "sesto uomo in campo", se si scopre che gli avversari possono addirittura contare sugli applausi insperati nella tana del nemico, il PalaSerradimigni, che veniva da tutti descritto come un fortino inespugnabile ? 
supercoppa italiana (foto Marco Sias ) 
Una Dinamo 2015-'16 contraddittoria - La Dinamo della nuova gestione Calvani veniva da due buone vittorie, la seconda delle quali in terra siciliana (all'Orlandina è stato rifilato un ventello; non è un campo facile). Arrivava da due buonissime prestazioni in una Eurolega sproporzionata rispetto alle possibilità della Dinamo 2015-2016. La bella serata di Mosca, quando a 50" dalla fine del match la Dinamo era in perfetta parità con i blasonati moscoviti, la squadra più ricca d'Europa. Producendo basket, gioco e qualità, che si sono rivisti in casa contro Maccabi Tel Aviv: una bella partita, spiace averla vista in un clima surreale, in un palazzetto militarizzato per il timore-attentati (Israele è in guerra, non lo si dimentichi) e mezzo vuoto a causa della disaffezione di molti. Si è arrivati così a questa disgraziata partita di Trento: una squadra ambiziosa, un ambiente giovane, qualcosa di molto ma molto simile a quello che era la Dinamo di cinque anni fa ai suoi primi incerti passi in serie A. Un'avversaria infuriata per la eliminazione ai P.O. dello scorso anno, che già aveva battuto la Dinamo in casa in regular season, era davvero l'avversario peggiore in un momento di riassestamento del team dovuto al nuovo coach. Calvani è a Sassari neppure da quattro settimane. Ebbene qualcuno ha aspettato la sconfitta per prendersi la sua rivincita, a suon di fischi e ululati, e nei confronti di chi? Della squadra attuale, perchè in campo c'era quella e i giocatori hanno percepito una ostilità del tutto inedita, insidiosa, assurda per una squadra che non più tardi di sei mesi fa ha vinto il tricolore. E' servito a qualcosa? Si è "soddisfatti" di questa sconfitta? Avete attaccato personalmente alcuni soggetti "sgraditi", forse pensando a un loro taglio o alla loro cacciata? Il risultato è puramente e semplicemente maggiore tensione nel team e una presa di posizione (discutibilissima) da parte del presidente, che vede intorno a sè insulti, dileggio, delegittimazione, insinuazioni pesanti, affermazioni gratuite su tutti i canali facebook. Qualcosa che farebbe desistere dal proseguire qualsiasi presidente di una società sportiva, che si vede trascinato dall'altare alla polvere nel breve giro di sei mesi. Invece di dare fiducia, si rinfacciano gli abbonamenti spesi e anticipati a inizio estate. Dove siamo, su "postalmarket" ?
A cosa serve essere così velenosi, deleteri, catastrofisti, pessimisti fino all'eccesso, se mezzo campionato è ancora da giocare? Una Dinamo che ha qualità, che si trova a ridosso della prima, che deve ancora giocare i match importanti, contro Milano, Reggio e Pistoia. Una squadra abbastanza rinnovata, che come dimostrato da serie analisi fatte da persone competenti QUI , ha le caratteristiche per migliorare, se solo si lasciasse lavorare in pace il nuovo coach. Tutto il resto sarà una conseguenza, si faranno i conti alla fine, chi poteva dire all'inizio dello scorso campionato che sarebbe andata come poi è finita nella realtà ? 
tifosi "poco riconoscenti"su scala nazionale . Un figurone!
Steppin' out- esco a divertirmi - così cantava Joe Jackson in un vecchio pezzo. Per me il basket è divertimento, che si tratti di serie A, della N.B.A., di un campionato femminile o di serie C non cambia davvero nulla. Non sto lì col fucilino puntato, non vado a stressarmi, non mi importa nulla di attaccare i miei giocatori, non ho alcun titolo per farlo. Sono lì per tifare, non per fare "salotto". Mi accontento di quello che ho sul momento. Carpe diem. 
Mi piacciono una bella bomba di Haynes, un bel piazzato in stile Alexander, una schiacciata di Eyenga (cosa fai, te ne privi?), una virata e tiro di Varnado, il morso micidiale di El Cobra Logan, che è sempre lui, quello decisivo dell'anno scorso. Gli altri arriveranno, ne parleremo piano piano, uno ad uno. E se ne arriveranno altri più forti sarà ancora meglio; se magari prendessero un nuovo play sarei l'uomo più felice della terra, proprio io che sono stato "abituato" ad ammirare Travis Diener, Marques Green, Edgar Sosa, J. Dyson ! Queste sono le migliori giocate del turno 7 di Eurolega, ci siamo anche noi, è la Dinamo nel tempio del basket moscovita, il CSKA, molti allori europei...state attenti, neppure sei anni fa abbiamo giocato contro Jesi, Latina e Casalpusterlengo !




Malaga round 9 - Ci sarò anche se magari conta poco. Spero ardentemente in una vittoria e mi auguro che non ci siano rivincite o rivalse nei confronti di nessuno, che l'ambiente si rassereni, che tutto torni come prima. Che vi sia felicità sui visi dei tanti bambini, che escono frastornati perchè vorrebbero vedere la loro squadra in vetta e invece debbono subire un ambiente ostile, tra le tante negatività che ci riserva il mondo in cui viviamo. La guerra alle porte, l'incubo terrorismo, la crisi economica, il Natale in tono minore e devastato, l'egoismo di tante persone ... è davvero il caso di evitare di sporcare anche il basket, lo sport più eccitante del mondo. Sport per persone passionali, vive, intelligenti, non per disfattisti che mirano a distruggere. Spero di essere stato chiaro! 
Ci sono dalla nostra il senso di appartenenza (A come "serie A" faticosamente conquistata dopo 20 lunghissimi anni), l'onore che ha raccolto ovunque questa squadra, e il rispetto che ci è dovuto. Ecco Joe Alexander, a proposito, un buon acquisto da rivalutare:




Spero di aver espresso chiaramente il mio pensiero. 
Ora vado ad ascoltare una canzone, perchè sul mio blog si parla di musica, inquietudini, passioni e Polisportiva Dinamo 1960. In poche parole, di semplici emozioni . Ciao!
Continuiamo a sorridere sotto la pioggia, in ogni condizione meteo :)
parole che ho scritto il 6/12 sulla pagina facebook di Stefano Sardara:

Ciao Stefano. Prima di tutto non metto "mi piace" perché non si molla. Non si molla per niente anche se la gente non è riconoscente. Non fischiero' mai la Dinamo,neppure se dovesse andare in serie C (1979). L'ho seguita in serie C, si vinca o si perda quella maglia significa qualcosa, chiunque la indossi. È appartenenza. Non mi interessa se qualcuno ha fischiato, io comunque la sostengo sempre. I miei amici lo sanno bene. La Dinamo è gioia e dolore e a chi crede che la vita sia una sfilata a braccia alzate, dico che davvero ha capito poco. Ripartiamo da qui uniti,discutiamo sempre con la consapevolezza iniziale, non si molla di un centimetro. Forza Dinamo.


lunedì 23 novembre 2015

we take care of our own

grazie, coach Sacchetti. 

Un caro saluto a tutti. Mi piace ripartire da questa foto di un recente passato: un gruppo di dirigenti entusiasti, uno dei quali davvero speciale e che purtroppo non c'è più, insieme a un bravo allenatore, abbracciati intorno ad un progetto. Non so se è il caso di scrivere su questo mio blog, sono troppo irritato da quello che ho visto sul più famoso social network del mondo (la metà degli americani U.S.A. sono iscritti lì!). Sono un istintivo per natura, faccio quello che ritengo giusto fare in un certo momento della mia vita.

Gone again.

Scopro che per oltre un anno molte persone hanno continuato a visitare il mio blog: ci ho faticato negli anni, Luca mi ha aiutato molto, vi ringrazio per l'interessamento nei confronti dei vecchi post. Ci vuole un sacco di tempo per fare questo lavoro, dubito che certe persone ci mettano altrettanto tempo per scrivere sconcezze o banalità su facebook, specie quando si parla di qualcosa di sacro, anzi di quello che per me è un feticcio: la Polisportiva Dinamo 1960. Rileggete, prima di clickare "commenta" e sopratutto riconciliatevi con la grammatica italiana (grazie).  

Meo Sacchetti non è più nella Dinamo ed è la notizia "calda" di queste ore.

La voce girava da un po' di tempo, e chi è vicino agli ambienti societari sapeva del crescente "mal di pancia" in seno alla dirigenza. Che poi è rappresentata da Stefano Sardara e da pochi manager fidati intorno a lui. La notte della sconfitta contro i turchi di Istanbul le luci degli uffici della assicurazione di Sardara sono rimaste accese fino a tardi (è il luogo in cui si riuniscono per discutere come direttivo). E' ormai chiaro che al di fuori dell'enfasi per i suoi indubbi successi societari, Sardara sia una persona molto attiva, dinamica, smodatamente ambiziosa. Uno al quale non piace mai perdere. Quello che ha fatto in città e in Sardegna è veramente notevole, poiché coraggiosamente ha trasformato una piccola società arrivata dalla Legadue (2010) in una impresa. Non gode di grandi simpatie, qui a Sassari, e i motivi sono molteplici, oltre che in parte sconosciuti (questo è un eufemismo per non dire che sta sull'anima a un sacco di gente). I motivi veri io non li conosco, probabilmente a qualcuno un po' invidioso "brucia" il fatto che nella città dei fallimenti sportivi (Torres, Handball città dei candelieri, Torres femminile, ecc.) una persona intraprendente abbia ottenuto tanti titoli in pochi anni. Siccome lui è un industriale,e ha presentato in banca un piano industriale, ragiona appunto da industriale quando un certo "target" non viene raggiunto. Il fallimento della campagna europea (andate a rileggere cosa c'è scritto sugli abbonamenti eurolega e quale fosse "la sfida", "sognare in grande") ha pesato parecchio su questa sua durissima scelta, oltre attriti e frizioni con il coach, ormai incancreniti. Non ho contatti costanti con l'entourage né mi interessa averne, ma so solo che un possibile licenziamento di Meo Sacchetti era nell'aria da tempo. Almeno da prima dei play off scudetto. E' evidente che Sardara non può mettere becco nelle scelte tecniche di Meo, e non poteva farlo quando i risultati hanno iniziato a latitare. Ma resta il fatto che lui, tifoso come me, avrebbe voluto farlo ogni minuto; al "povero" Pasquini il compito arduo di mediare i contrasti tra queste due forti personalità, che all'indomani dello scudetto (26.6.2015) si erano confrontate per molte ore, decidendo per il rinnovo della fiducia. Nella vita non esiste il bianco e il nero, è inutile schierarsi con l'uno e con l'altro anche se vedo che qualcuno in giro ha la verità in tasca (senza peraltro conoscere bene i fatti). Per il futuro, consiglio al presidente di sedersi in tribuna tra noi tifosi. Consiglio spassionato. E' la prima cosa che lui deve fare, oltre a non leggere più i commenti su facebook che lo riguardano. Io guardo i commenti del pubblico relativi al mio lavoro, e vi assicuro che a fine serata tornando a casa è tutto molto avvilente. Non si può vivere con un occhio sullo screen del cellulare e l'altro sul campo di basket, è solo snervante e alienante. Stacchiamoci tutti da facebook, per piacere. Quanto alla squadra e a i suoi recenti rovesci in Eurolega, ricordo la fantastica rimonta contro Bamberg del febbraio 2014: sto parlando di un anno e mezzo fa. Dinamo-Brose Bamberg 2014 L'affermazione che si trattasse di Eurocup e non di Eurolega è smentita dal fatto che quest'anno, invece, la Dinamo ha incontrato gli stessi campioni di Germania facendo una brutta figura, mentre quella precedente epica rimonta, capitanata da Diener, Vanuzzo e Caleb Green, era servita a proiettare la società sassarese verso la grande serata di Berlino (final8). La differenza col passato sta lì a dimostrare che qualcosa nel progetto non funziona. Sia nella mentalità che nei giocatori scelti. Superfluo fare nomi ! 

SACCHETTI : in poche parole, il basket senza stress e dal volto umano. Premetto che in tanti anni non mi ha mai calcolato, mi ha trattato come semplice tifoso da non guardare in faccia. Magari aveva ragione lui,dal canto mio l'ho sempre salutato con deferenza. Vedo che però aveva guadagnato grosse simpatie in città, e i suoi successi sportivi dimostrano l'importanza centrale della sua figura. Questo distinto signore nell'italico basket ha vinto praticamente tutto. Meo Sacchetti è intanto un grande motivatore di singoli giocatori, e poi uno che appiana i contrasti. Un gran maestro dello spogliatoio, almeno fino a un certo punto e finché i giocatori gli hanno dato retta. Paradossalmente, suona quasi profetica un' intervista rilasciata a Repubblica anni fa (l'ho anche appesa, come vedete non sono un detrattore di Meo) dal titolo: "Io, allenatore che non riesce a stressarsi-i giocatori possono pure mandarmi a quel paese". E' triste vedere che nel suo sistema di gioco, che vede al centro di tutto il giocatore, alla fine abbiano vinto certi soggetti talmente neghittosi da giocare contro il coach, rendendosi impopolari fino al rischio-taglio. Chi conosce la storia recente dei giorni gloriosi del 2014-'15, sa bene quali problemi abbia incontrato il coach Sacchetti con gente come Rakim Sanders, Edgar Sosa, Dyson, ecc. Il motivo del reset a fine stagione credo fosse qui, si era pensato di ripartire da un gruppo "nuovo" tenendo solo Logan perché gli scudettati si erano dimostrati fuori dal controllo, positivo e negativo, di Meo: se a fine giugno avessero giocato la finale Eurolega, avrebbero pure potuto vincerla. Un magma caotico di salseros, mattoidi, discotecari, amanti delle ragazze (ora si può dire) e talenti nati. Una Dinamo a potente trazione afro-caraibica, sicuramente irripetibile. Come si fa a spiegarlo ai tifosi, che quel fantastico gruppo a un certo punto non ascoltava più Meo ?


Ultimo capitolo, i TIFOSI. Un tifoso riflessivo, Gavino Contini,sul tanto vituperato social network ha invitato a fare quadrato e a non danneggiare l'ambiente. L'isteria di certi commenti post "licenziamento", l'evidente astio e l'insofferenza nei confronti di Sardara, la ripetizione paranoide di alcuni concetti dimostra che qualcosa davvero si è incrinato nell'ambiente. Il bel giocattolo rischia di rompersi ? Lancio qui l'allarme, ma spero ardentemente di no. Leggere commenti del tipo "'l'anno prossimo senza Meo non faccio l'abbonamento", "fischiamoli contro Pesaro" mi dà l'idea di gente che davvero non capisce come funzionano certe cose nella vita. Avete presente un qualsiasi fallimento di un rapporto con una persona o di una impresa commerciale ? L'affetto per le persone è bello, così pure la riconoscenza per chi ha dato tanto ai colori Dinamo, permettendoci di arrivare fin qui. I discorsi romantici però lasciamoli ai bei libri o ai filmoni americani...il basket è un business, ormai stiamo parlando di una industria. C'eravate alla presentazione della nuova squadra alle tenute Sella&Mosca? Io sì, e ho visto i gold/main sponsor, che hanno aperto la cerimonia (loro, non i tifosi; noi eravamo nelle retrovie). A me tutto questo però non piace, mi piacciono le maglie senza gli sponsor, la gente che grida in campo, le tifoserie che si scontrano pacificamente, senza mummie sugli spalti. Purtroppo, bisogna essere realisti e dire che nella vita si pagano dei prezzi elevati; il prezzo del successo significa passare attraverso strettissime forze caudine. Questo prezzo l'ha riscosso Sardara che alla conferenza aveva le lacrime agli occhi. Il prezzo ora lo paga per tutti Meo Sacchetti.

Mi auguro davvero che il taglio di Sacchetti non sia il primo passo di un processo involutivo dell'ambiente, sarebbe gravissimo oltre che un vero peccato in quanto la Dinamo è l'unica cosa positiva in questa città, fatta ormai di numerosissimi bar e di molto disfattismo. Tanta irritazione disincentiva i dirigenti, inquina un ambiente appassionato, crea negatività e in fin dei conti non ci consente di gustarci lo spettacolo. A proposito, stasera h 20:30 Dinamo- VL Pesaro. Io ci sarò, come sempre, non fischierò di certo la mia squadra, primo perché la sostengo sempre e poi perché sono abbastanza indipendente per volere fare il "pecorone", infine sono troppo insensibile agli appelli via facebook.

Credo che le persone passano nelle vita e che a volte è meglio ricordarle con semplice affetto, senza incensarle e deificarle, proprio per i loro successi sportivi. Quando poi si tratta di persone schive, come nel caso del coach dello scudetto, si può immaginare quanta difficoltà e quanto imbarazzo creino in loro queste inutili glorificazioni ex post (quando poi si sa che in tantissimi non erano contenti del tipo di gioco imposto dal coach alla Dinamo per tanti anni, salvo ricredersi ad ogni clamoroso ed insperato successo sportivo). 
Per il futuro, più fiducia e meno attacchi. Grazie.
Sempre forza Dinamo e ovviamente, grazie a Meo Sacchetti soprattutto per la sua semplicità, umanità e serenità. Cose rare a vedersi, di questi tempi.

tifosi Dinamo a Berlino, febbraio 2014

martedì 16 settembre 2014

indirizzo nuovo blog

http://forzadinamoss.blogspot.it/


questo è l'indirizzo del nuovo blog al quale tutti siete invitati a partecipare.
Good luck e forza Dinamo. 
Hasta la victoria siempre ...


LA DINAMO E' DI SASSARI

martedì 10 giugno 2014

Grazie Dinamo

ricordatevi sempre che avete visto un campione VERO.


"Now I'm out here on this road
Alone on this road tonight
[I] close my eyes and feel so many friends around me
In the early evening light
And the miles we have come
And the battles won and lost
Are just so many roads traveled
So many rivers crossed
And I ask God for the strength
And faith in one another
'Cause it's a good night for a ride
'Cross this river to the other side
My blood brothers".

   
Eccomi. Sono stato io ad aver fondato il blog nel gennaio 2010, perché avevo una immensa passione sportiva e non mi piacevano certe cose che leggevo in giro scritte da alcuni profani. 
Mi spetta di diritto questa chiusura. Sono molto contento per la Polisportiva Dinamo 1960 e per tutto quello che ci ha regalato in questa stagione 2013-2014, ma anche negli ultimi quattro campionati. E come si fa a dimenticare quella prima serie A com White, Othello Hunter, Travis e Tsaldaris ? Prima però voglio spiegare il senso di due foto. Quella con Travis, scattata a Milano in gara-5, significa "attaccamento alla maglia". Uno che ci crede e che giocherebbe anche con una stampella, se solo fosse possibile.
Quella in basso, quella con Amedeo Tessitori, significa che "il futuro è assicurato". E' finita l'epoca in cui saltavano gli allenatori e l'anno prima non si sapeva come sarebbe andata a finire la sponsorizzazione. La Dinamo ha un brillante futuro e ora deve solo capitalizzare questa enorme esperienza,maturata dal 2010 al 2014. 
A proposito di confronti: andiamo a leggere la storia dei "Migliori di sempre", in un sito spagnolo, e ritroveremo Bootsy "The nothing man", un vincente che ha lasciato un segno tangibile nel 2013. 
Che cosa mi è piaciuto della Dinamo? L'organizzazione dei dirigenti e la capacità di rimediare ai tanti problemi che sono sorti nella stagione regolare, tra giocatori non adattati e altri che si sono infortunati. Avrei voluto solo una Dinamo completa in questi playoff, con Travis Diener al 100%, A. Tessitori e Massimo Chessa, che quando hanno giocato hanno dimostrato di che stoffa sono fatti. La conquista della Coppa Italia è un primo grandissimo traguardo, conquistato regolando una dietro l'altra indiscutibilmente le migliori 3 squadre del campionato: Milano, la Reggiana di White e Kaukenas, e infine Siena. L'Evento è avvenuto al forum di Assago, per chi ha avuto la fortuna di esserci e il coraggio di prendere tanti aerei in giro per l'Italia al seguito dei biancoblu. 
Perché dovete sapere che quest'anno la Dinamo ha preso 70 volte l'aereo, quindi comprendo il sollievo di Meo Sacchetti in conferenza stampa. Personalmente mi è piaciuta tantissimo la Eurocup, una competizione a misura umana/mitteleuropea, non improba come la Eurolega, che ci ha fatto vedere formazioni notevoli come Bilbao basket, Istanbul o Bamberg: la rimonta in casa contro i tedeschi resta tra le pagine più fulgide dell'annata, una serata memorabile con il pubblico finalmente tutti in piedi che ha spedito la Dinamo dritta fino a Berlino e al bel sogno della Final-eight. 
Si voleva di più? Credo che un secco 3-0 contro Brindisi fosse già sufficiente, in più la Dinamo è passata due volte al forum di Assago sul campo dei più che probabili campioni d'Italia. Olimpia Milano è una squadra quadrata, muscolare, attrezzata e che ha perso sul suo campo pochissime partite negli ultimi mesi : due in Eurolega, altre tre proprio contro la Dinamo. Se Banchi non vincerà lo scudetto, andrò a Milano e gli ruberò tutto il colorante per capelli che usa :)
Mi è piaciuto il pubblico, anche se si sarebbe potuto fare di più: mi piace il fatto che la gente viene a sostenere la Dinamo ormai da ogni parte della Sardegna; è un vero peccato che Sassari non disponga di un palazzo dello sport come si deve, non di un palestrone allargato. Un palazzo da seimila posti con biglietti acquistabili via internet garantirebbe un quasi raddoppio degli incassi. 
Sono felice per i successi del settore giovanile, per la Under19 che è arrivata sino alle finali nazionali di Grado, per l'intelligenza del gruppo dirigente che ha chiamato coach di tutto rispetto come A. Mura e Federico Rotondo. Non parliamo poi delle numerose iniziative benefiche e a rilievo sociale che sono state organizzate, partita dopo partita e con una organizzazione capillare: tanti soldi convogliati sempre per una buona causa.
E' una vita che non si vedeva un giocatore Dinamo in Nazionale, lo abbiamo avuto e si chiama Tessitori: non ho capito bene se lui resterà ancora nella Dinamo, perché un fatto è ormai certo, molte cose cambieranno nel gruppo del 2014-2015.
Faccio i complimenti per tutti questi successi a coach Meo Sacchetti: a dire il vero, il suo gioco prettamente offensivo e spumeggiante, ben poco studiato a tavolino, non è che mi entusiasmi, ma ha dalla sua i risultati buonissimi e il consenso di tanti tifosi. E' un motivatore ed è riuscito dove altri non sono mai arrivati, quindi onore al merito. Però sono sostanzialmente d'accordo con quello che ha detto Luca, il basket nasce dalla difesa e stasera lo abbiamo toccato tristemente con mano. Si rimedi in futuro.
Voglio però ricordare che quest'anno il roster era di tutto rispetto: non dico da scudetto, che resta sempre un bel sogno pressochè impossibile, ma razionalmente capace di arrivare ad una finale scudetto. Tutto sommato, ce la saremmo tutti meritata. Voglio solo segnalare che quest'anno avevamo sulla carta due sontuosi play, anche se uno non ha reso secondo le aspettative per problemi fisici, e la migliore ala forte del campionato: Caleb Green. Di sicuro non marca e non è un simpaticone, è più che altro molto professionale e distaccato, poco disciplinabile, ma giocatori di questo livello capaci di devastare nel colorato se ne vedono davvero pochi. Di Drake Diener manco voglio parlare, considerata l'importanza del MVP 2014 e la sua straordinaria vicenda cestistica e umana. 
 
Poi abbiamo avuto due enormi giocatori come Omar Thomas e Drew Gordon, di cui sono grande tifoso: anche loro per una ragione o per l'altra non hanno reso al mille al mille, ma provate ad immaginare se in questa serie di semifinale tutti i tasselli fossero andati al punto giusto e secondo le aspettative del tecnico: staremmo parlando di ben altro a quest'ora. Avrei voluto vedere Eze più presente nel quintetto e anche Massimo Chessa, tormentato dagli infortuni nel post season. Devecchi, il senatore della squadra, ha reso al massimo ogni volta che si è buttato nel parquet: il suo sacrificio lo porta di diritto tra i Migliori di sempre della Polisportiva .
Ringrazio tutto il team per le emozioni che mi ha regalato, ripensando al fatto che in fondo in tutti questi anni ho seguito la squadra dalla serie C interregionale fino alla coppa Europea; eppure poche cose mi fanno sognare come il palazzetto quando trasuda entusiasmo e genuina passione. Mi spiace aver rotto le scatole ai miei vicini di posto, mi addolorano davvero altre circostanze un po' troppo personali per essere raccontate così pubblicamente, sarebbe troppo amaro e poi non risulterebbe interessante. A volte la nostra vita gira bene col vento al giardinetto o un bel lasco a 20 nodi, visto che qualcuno qui è appassionato di vela, altre volte si mette male come in un groppo o in una tempesta, che ti lascia le vele stracciate ed esanime di sotto, sul paiolo della tua barca, con la nausea.
A volte la Dinamo è stata dentro una tempesta ma ha sempre trovato il modo di uscirne bene e di rientrare in un porto sicuro.
Ora speriamo che tutto questo grande lavoro fatto da un gruppo giovane e molto appassionato continui, e che dia i suoi frutti.
Personalmente non riconfermerei qualche giocatore, atteso che, come è di tutta evidenza, si è chiuso un ciclo: 2010-2014. Ne parte un altro, a quanto sembra, che ci traghetterà nel 2018 che viene posto come traguardo positivo da raggiungere.
E per chi ha avuto il coraggio di arrivare sin qui, dico solo: forza Dinamo, sempre e comunque. Mi spiace per Il Campione TD#12, per per il suo abbandono dovuto a notevoli problemi fisici. Probabilmente il miglior americano bianco mai visto qui a Sassari, è stato l'alfiere di un playmaking intelligente, arioso, aperto a molte soluzioni, ben poco muscolare come invece accade per molti "palestrati" del basket. Ne vediamo già tanti in spiaggia o nelle riviste patinate tipo MEN, e allora, per piacere, non trasformiamo il basket nel body building e "salviamo i playmaker di una volta" (come scrisse un noto giornalista). Grazie Travis, di tutto.
    
Tessitori in Nazionale, con autografo :)
un anno di conferme per Brian Sacchetti

Drake attacca Bilbao in Eurocup

lunedì 9 giugno 2014

Pessima in difesa, male a rimbalzo. La Dinamo china il capo: 76-95

TRAVIS e DRAKE: Magnifici
       
Milano passa alla finale con merito. La partita di oggi è stata la summa di questa serie: pessima difesa dei nostri ragazzi in avvio, gli avversari prendono fiducia e vanno avanti; ma stavolta il miracolo non è riuscito perché Banchi ha tenuto più a lungo delle altre partite quintetti alti nonostante Meo giocasse ancora con 4 piccoli, e poi ha mandato i lunghi, tutti, a rimbalzo: 18-42 (una tragedia) ha significato 24 possessi in più.
       
I regali della Dinamo oggi sono stati macroscopici: tutti i canestri segnati da Milano del primo quarto sono arrivati perché la palla girava tranquilla mentre la Dinamo era ferma: sui blocchi e nei flottaggi. Caleb Green ha la pesante responsabilità di aver lasciato l'uomo libero nei primi canestri meneghini, e il suo unico rimbalzo in 34' minuti di gioco la dice lunga sul resto.
       
Ma è stata tutta la Dinamo a sentire troppo la pressione, a giocare scoordinata, a cadere nelle solite trappole difensive di Banchi, a non muovere a lungo la palla, a lasciare gli avversari liberi di far volare il punteggio. Solo nel terzo quarto si è avuto un piccolo sussulto, ma in quel momento l'Olimpia ha distrutto il nostro canestro a suon di triple.
         
CHI SIAMO E DA DOVE VENIAMO
       
Non c'è davvero altro da dire, se non che aveva ragione quel tizio che tanti anni fa negli Stati Uniti diceva: "con gli attacchi vinci le partite, con le difese vinci le serie". E aveva ragione. A questi livelli nei playoff se difendi solo a sprazzi, difendi poco e solo verso la fine beh... vai incontro a brutte figure come quella di stasera. Non credo sia il caso di andare a giocare l'Eurolega l'anno prossimo se non si costruisce una squadra più solida e attenta e soprattutto se non si mette in piedi un sistema difensivo corale attento: non si può aspettare che entrino in campo Jack, Brian o Manuel a rimettere le cose a posto dietro; non si può giocare pensando: abbiamo il migliore attacco, la rimettiamo a posto. E' successo in campionato, ma nei playoff la musica è diversa. Troppo ben organizzata Milano, troppo altalenante e poco attenta la Dinamo.
        
Certo, ricordiamo ancora che se in gara4 non ci fosse stato l'agguato di AIAP e Lega nelle persone di Cerebuch, Sardella e Filippini chissà... forse oggi staremmo celebrando altro, visto che a Milano si è vinto due volte e visto che in gara3 è stata la fortuna a far vincere l'Olimpia (chiedete a Gentile e alle sue candele), però coi "se" e i "ma" non si va da nessuna parte.
          
         
Fine delle critiche, inizio degli applausi. La stagione è stata comunque positiva: saldo positivo in Eurocup (il volo agli ottavi per la sfida con Berlino); saldo positivissimo in Coppa Italia, vinta con merito; saldo in pareggio per la regular season, grazie alla volata finale che ha fruttato il 4° posto; infine saldo appena positivo nei playoff per il raggiungimento della semifinale, giocata con la più forte di tutte (ah, Armani: AUGURI per la sfida con Siena).

Ringrazio i ragazzi, tutti: da chi ha dato più di tutti (Drake e i tre pretoriani Jack, Brian e Manuel) fino agli altri, qualche gradino più sotto in quanto un po' alterni ma comunque più positivi che negativi. Oggi si è sentito nuovamente dire che Travis si ritira e andrà via (contratto a Marquette nello staff tecnico - ehm, ma i 3+1 firmati l'anno scorso?) e stavolta è certo. Mi dispiace tantissimo. Poi si è sentito anche che Caleb avrebbe firmato per una squadra spagnola (Malaga) e se è vero mi fa piacere, lo dico chiaro e tondo: è tutta la stagione che ha concesso molti più punti di quanti ne ha messi a referto, complessivamente.

Grazie ragazzi, grazie Meo: qualche miglioramento in difesa rispetto alla scorsa stagione si è visto. Un consiglio a Sardara: Pianigiani ha vinto tanti scudetti a Siena - lasciando perdere le vicende giudiziarie che forse pesano di più - perché aveva un allenatore che curava maniacalmente la difesa (lo stesso Banchi che ora è a Milano), la Dinamo meriterebbe qualcosa di simile. Il nostro gioco è spumeggiante, diverte, si vedono tanti canestri, ma quando il gioco si è fatto duro abbiamo chinato troppo facilmente il capo.

Ora sono troppo stanco per andare oltre. So già che verrò massacrato da tanta gente nei social network per quello che ho appena scritto, ma io sono schietto. E amo la Dinamo molto più di tanta gente che clicca in automatico il "mi piace" a tutto quello che legge da altre parti, mettendo in vacanza il senso critico (bene raro). Io ho già pagato l'abbonamento: a scatola chiusa!

FORZA DINAMO